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ROMA – Sono stati in tutto 228 i casi trattati nel corso del 2015 dalla Polizia Postale che hanno visto minori parte attiva per reati “telematici”, il cosiddetto cyberbullismo.

Il dato è emerso stamane nel corso della conferenza stampa organizzata presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, per lanciare la quinta edizione della campagna “Per un web sicuro”, il progetto promosso dal Moige (movimento genitori) e dalla Polizia di Stato, in collaborazione con Trend Micro, Cisco, Hewlett Packard Enterprise e Anssaif in occasione del Safer Internet Day.Dai dati distribuiti oggi emerge che nel corso dello scorso anno sono stati un’ottantina i casi di furto di identità digitale sui social network trattati dagli inquirenti con il coinvolgimento attivo di 10 minori denunciati all’autorità giudiziaria. Tra gli altri reati, in cui risultano coinvolti minorenni, c’è lo stalking, la diffamazione on line, le ingiurie, le minacce, le molestie e la diffusione di materiale pedo-pornografico (20 casi con 27 minori protagonisti).”Certamente – è stato il commento del direttore della polizia postale e delle comunicazioni, Roberto Di Legami – assitiamo ad una crescita esponenziale dell’uso di internet per l’intrattenimento e ad una apertura e diffusione sempre più precoce di questo strumento ai giorvani, con sempre più minori che si collegano con smartphone. Dai nostri dati ben l’87% dei ragazzi che navigano lo fa con il proprio smartphone, nel 62% dei casi con strumenti di ultimissima generazione e senza la presenza di un genitore a controllarli”. Roma, 9 feb. (askanews) – “Così – ha poi aggiunto il funzionario – non è raro che il virtuale diventi reale non facendo percepire ai più giovani i pericoli insiti nella rete”. Ma non tutto si può annoverare nella casella della negatività se è vero che, è emerso oggi, ad esempio per quanto riguarda i furti digitali si sta assistendo ad una diminuzione.Resta il fatto, ha aggiunto Maria Rita Munizzi, Presidente nazionale Moige-Movimento genitori che “la tutela dei minori on line è un atto di responsabilità collettiva che dev’essere condivisa da genitori, istituzioni e operatori. La lotta al cyberbullismo e all’adescamento virtuale – ha aggiunto il Moige – non può prescindere dalla sinergia di queste forze e dall’educazione ad un uso consapevole della rete. Abbiamo il dovere come genitori, di stare accanto ai nostri figli nella vita on line proprio come facciamo off line”.

Sono stati in tutto 228 i casi trattati nel corso del 2015 dalla Polizia Postale che hanno visto minori parte attiva per reati “telematici”, il cosiddetto cyberbullismo. Il dato è emerso stamane nel corso della conferenza stampa organizzata presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, per lanciare la quinta edizione della campagna “Per un web sicuro”, il progetto promosso dal Moige (movimento genitori) e dalla Polizia di Stato, in collaborazione con Trend Micro, Cisco, Hewlett Packard Enterprise e Anssaif in occasione del Safer Internet Day.Dai dati distribuiti oggi emerge che nel corso dello scorso anno sono stati un’ottantina i casi di furto di identità digitale sui social network trattati dagli inquirenti con il coinvolgimento attivo di 10 minori denunciati all’autorità giudiziaria. Tra gli altri reati, in cui risultano coinvolti minorenni, c’è lo stalking, la diffamazione on line, le ingiurie, le minacce, le molestie e la diffusione di materiale pedo-pornografico (20 casi con 27 minori protagonisti).”Certamente – è stato il commento del direttore della polizia postale e delle comunicazioni, Roberto Di Legami – assitiamo ad una crescita esponenziale dell’uso di internet per l’intrattenimento e ad una apertura e diffusione sempre più precoce di questo strumento ai giorvani, con sempre più minori che si collegano con smartphone. Dai nostri dati ben l’87% dei ragazzi che navigano lo fa con il proprio smartphone, nel 62% dei casi con strumenti di ultimissima generazione e senza la presenza di un genitore a controllarli”. Roma, 9 feb. (askanews) – “Così – ha poi aggiunto il funzionario – non è raro che il virtuale diventi reale non facendo percepire ai più giovani i pericoli insiti nella rete”. Ma non tutto si può annoverare nella casella della negatività se è vero che, è emerso oggi, ad esempio per quanto riguarda i furti digitali si sta assistendo ad una diminuzione.Resta il fatto, ha aggiunto Maria Rita Munizzi, Presidente nazionale Moige-Movimento genitori che “la tutela dei minori on line è un atto di responsabilità collettiva che dev’essere condivisa da genitori, istituzioni e operatori. La lotta al cyberbullismo e all’adescamento virtuale – ha aggiunto il Moige – non può prescindere dalla sinergia di queste forze e dall’educazione ad un uso consapevole della rete. Abbiamo il dovere come genitori, di stare accanto ai nostri figli nella vita on line proprio come facciamo off line”.

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