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ROMA –  Il Codacons ha depositato formale costituzione di parte offesa nel procedimento della Procura della Repubblica di Roma relativo al caso ‘affittopoli’.

“Lo scopo dell’associazione – spiega il Codacons in una nota – è quello di tutelare la collettività, nello specifico i cittadini residenti a Roma, danneggiati da una mala gestione dei beni pubblici, in questo caso gli immobili di proprietà del Comune, e chiedere un risarcimento nei confronti dei soggetti che saranno ritenuti responsabili di illeciti”. 

”In un momento storico e delicato come quello che si sta vivendo – si legge nell’atto di costituzione depositato in Procura – dove tutta la collettività è chiamata a sostenere sacrifici, dove scompaiono risorse pubbliche destinate alla cultura, alla formazione e alla crescita, si assiste in maniera surreale e apparentemente illegittima a continui scandali legati a reati commessi nei confronti, non solo della pubblica amministrazione ma, soprattutto, a danno della collettività, con sottrazione di fondi pubblici”. “Tra gli scandali che prepotentemente vengono riportati alla ribalta e agli onori della cronaca da tutti i media, stampa e siti web, vi è quello denominato ‘affittopoli’ – prosegue il Codacons – che coinvolge il patrimonio immobiliare comunale con un possibile danno alle casse dell’amministrazione di 100 milioni di euro l’anno oltre al possibile configurarsi di responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti”. 

“E’ dovere pubblico per i soggetti ai quali è demandata una funzione implicante maneggio di denaro o beni pubblici – aggiunge – di rendere conto della correttezza di gestione, con un rispetto ancor più rigoroso di giudizi e valutazione di probabilità e opportunità delle operazioni poste in essere nel rispetto dei principi di imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità, oltre che nell’ottica di correttezza e trasparenza della p.a.. Al Codacons è affidata la tutela degli ‘interessi collettivi dei consumatori’, e il compito di agire a tutela ‘dell’interesse generale e comune ad un’intera categoria di utenti o consumatori’. (Corte di cassazione, N. 17351/2011)”. Il Codacons ha chiesto dunque di essere ammesso in qualità di parte offesa, ”riservandosi la facoltà di promuovere, nelle forme e con le modalità prescritte dalla legge, la costituzione di parte civile nel procedimento penale che eventualmente dovesse essere instaurato, al fine di ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi in conseguenza del denunciato comportamento criminoso”.  

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