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E’ morto lo scrittore Umberto Eco, un grande della cultura

ROMA – Il mondo della cultura italiana perde uno dei suoi più grandi rappresentati.

A 84 anni è morto Umberto Eco, scrittore, filosofo, semiologo, attento osservatore della realtà, grande esperto di comunicazione e media.Nato ad Alessandria nel 1932, ha studiato filosofia all’università di Torino e si è specializzato in storia medioevale. Eco è stato autore di decine di saggi, articoli e romanzi, e ha sempre usato il suo sguardo critico per indagare tanto il passato grazie ai suoi studi, quanto il presente con le sue riflessioni e i suoi articoli, non tirandosi mai indietro dall’analizzare l’attualità o la politica. Cultura ed eclettismo che gli hanno permesso di far diventare un bestseller di livello mondiale un thriller filosofico di ambientazione medioevale come “Il nome della Rosa”, romanzo da milioni di copie vendute, tradotto in decine di lingue e diventato poi anche un film di successo.Fra gli altri suoi grandi successi letterari “Il pendolo di Focault”, “L’isola del giorno prima”, oltre ai saggi sull’estetica medioevale, Joyce, la storia delle bellezza e della bruttezza. La sua ultima opera è “Numero zero”, ambientato nel mondo della stampa, mentre la sua ultima sfida è stata seguire l’avventura della nuova casa editrice “La nave di Teseo”, in polemica insieme ad altri scrittori per la nascita del colosso editoriale Rcs-Mondadori, in difesa del pluralismo e della libertà intellettuale fino alla fine.

Moltissime persone hanno espresso il dolore per la perdita di quest’uomo che ha dato molto alla cultura italiana.

“È stato un grande professore, capace di insegnare il desiderio dello studio e il rispetto per la cultura”. Così Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, sul suo profilo facebook commenta la figura di Umberto Eco, deceduto ieri sera. “È stato anche un intellettuale impegnato, soprattutto contro la volgarità della politica” aggiunge Rossi sottolineando di averlo “amato per il suo Come si fa una tesi di laurea e, ovviamente, per Il nome della rosa”. 

La perdita di Umberto Eco “è irreparabile. E’ veramente un grande dispiacere. Eco l’ho conosciuto benissimo, è stato uno dei miei migliori amici”. E’ il ricordo di Fabio Roversi Monaco, ex rettore dell’università di Bologna per 15 anni, dal 1985 al 2000, e ora presidente di Genius Bononiae, amico e collega del semiologo scomparso ieri sera all’età di 84 anni. “E’ bello ricordarlo come professore universitario che, nonostante la notorietà e l’importanza, poteva pretendere un trattamento preferenziale e non lo ha mai chiesto. Eco era estremamente valido nello svolgere la sua attività didattica e sapeva tenere un rapporto con i giovani – ha spiegato Roversi

Monaco – Una persona esemplare, anche nel rispetto, pur essendo impegnato a livello internazionale, delle esigenze accademiche, delle esercitazioni, delle lezioni. Qualsiasi studente di Bologna poteva incontrarlo, anche per strada”.    Eco era “la persona più eminente a livello scientifico internazionale: era apprezzatissimo soprattutto in Francia e negli Stati Uniti. Bologna aveva altri docenti di livello, ma non con quell’immagine. A Bologna – ha concluso l’ex rettore – ha trovato condizioni ottimali per svolgere la sua attività, gli ha consentito di fare molto”. 

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