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Immigrazione. Un esodo senza precedenti

ROMA – A Roma, presso l’Auditorium di via Rieti, è stata presentata l’undicesima edizione dell’Osservatorio Romano sulle migrazioni, curata dal Centro Studi e Ricerche Idos, con il sostegno dell’Istituto di Studi Politici S. Pio V. Il rapporto ha confermato come la città di Roma ed il Lazio siano tra i principali poli di attrazione dell’immigrazione in Italia.

Si tratta di dati estremamente importanti poiché rivelano in modo dettagliato le varie dinamiche che coinvolgono i flussi migratori. Hanno dunque un valore demoscopico. Il rapporto si è concentrato su tre differenti situazioni: l’immigrazione stabile, incluse le nuove generazioni; i flussi e l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati; le ricadute sociali, economiche e lavorative sul territorio. 

C’è da dire che Roma ed il Lazio, nel corso dell’anno trascorso, hanno ricevuto una domanda di accoglienza di richiedenti asilo e di rifugiati mai registrata precedentemente. Tutto ciò, sembra sia dovuto a quanto sta accadendo in Siria e nelle zone limitrofe (situazioni che permangono in emergenza) a causa della guerra. Pertanto, si tratta di condizioni eccezionali. L’ingente massa di flussi migratori, come risaputo, sta interessando molti stati europei. Un problema a tal punto grave, che molti governi hanno deciso di chiudere le proprie frontiere, sospendendo e quasi mettendo in discussione uno dei principali accordi comunitari, quello di Schengen. Un pericoloso “vulnus”all’integrità dell’intero Trattato.

Si riporta qualche dato presente nel rapporto:

I NUMERI DELL’IMMIGRAZIONE NEL LAZIO E NELLE SUE PROVINCE

Il Lazio, seconda regione più popolosa d’Italia dopo la Lombardia, è al secondo posto anche per numero di residenti stranieri, ma al quarto per loro incidenza sulla popolazione totale: quasi 11 stranieri ogni 100 residenti. Gli immigrati che vi risiedono, al 1° gennaio 2015, sono 636.524, il 10,8% della popolazione totale e il 12,7% degli stranieri residenti in tutto il paese. Durante il 2014 la regione ha catalizzato il 13,3% delle iscrizioni anagrafiche di stranieri provenienti dall’estero registrate in Italia (33.054 su un totale di 248.360), superata solo dalla Lombardia (21,2%). L’anno si è così chiuso, tra iscrizioni e cancellazioni, con un saldo migratorio con l’estero positivo per 29.899 unità. Sono 7.702 le iscrizioni di bambini stranieri nati nel 2014 (15,3% dei nati dell’anno in regione) e 8.777 le cancellazioni per acquisizione di cittadinanza italiana (6,8% delle 129.887 acquisizioni registrate in Italia). L’incidenza femminile è del 52,2%, in linea con quella rilevata a livello nazionale (52,7%). I più numerosi sono i romeni, che rappresentano il 35,3% degli stranieri residenti in regione e la cui presenza è molto diffusa. Tuttavia, nelle province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, si riscontrano interessanti concentrazioni di singole collettività: ad esempio, quella indiana in provincia di Latina (a Sabaudia, Terracina, Pontinia e Fondi); quella albanese nelle province di Latina (a Gaeta e Fondi) e di Frosinone (nel capoluogo e nei comuni lungo la A1); quella marocchina, anch’essa nelle province di Latina (a Priverno e San Felice Circeo) e di Frosinone (a Ripi, Sora e Casalvieri); quella ucraina nei diversi comuni capoluogo, dove è più richiesto il lavoro di collaborazione e assistenza domestica. La seconda provincia a più alta presenza straniera è Latina, con il 7,2% (45.749) degli stranieri residenti nel Lazio e una incidenza sul totale degli abitanti dell’8,0%; i bambini stranieri nati nel 2014 sono 678 (il 13,2% delle nascite totali) e, a fine 2014, il saldo migratorio con l’estero è pari a +2.670 unità. Terza provincia è quella di Viterbo, con 30.028 residenti stranieri, il 4,7% degli stranieri residenti nel Lazio. L’incidenza della popolazione straniera è del 9,3%, i nati stranieri nel 2014 sono 362 (14,6% di tutti i nati nella provincia) e il saldo migratorio con l’estero è di +850 unità. Frosinone è la quarta provincia laziale per numero di residenti stranieri: 23.754, il 3,7% degli stranieri residenti nel Lazio. L’incidenza sulla popolazione è del 4,8%, i nati stranieri del 2014 sono 327 (8,3% delle nascite nella provincia) e il saldo migratorio con l’estero è di +982 unità. Ultima provincia per presenza straniera è Rieti, che ospita 13.036 residenti, il 2,0% dei residenti stranieri nel Lazio. L’incidenza sulla popolazione è dell’8,2%, le nascite di bimbi stranieri nel 2014 sono 130 (circa 12 ogni 100 nati) e il saldo migratorio con l’estero è di +537 unità.

LA PRESENZA NELLA CITTÀ METROPOLITANA DI ROMA 

A inizio 2015, la Città Metropolitana di Roma, con 523.957 residenti stranieri, è la prima provincia italiana per numero di immigrati e da sola registra una quota del 10,4% a livello nazionale. Gli stranieri incidono per il 12,1% sui residenti in provincia, un valore che supera la media nazionale (8,2%), ma che colloca la Città Metropolitana al 10° posto tra le province italiane. A risiedere nella Città Metropolitana è l’82,3% degli stranieri registrati in regione e il 41,1% di quelli del Centro Italia. Dopo quello di Roma, l’unico comune con più di 10.000 residenti stranieri è Guidonia Montecelio (10.954), cui seguono Fiumicino (8.994), Ladispoli, Pomezia, Tivoli, Anzio, Ardea e Fonte Nuova (tra i 7.600 e i 5.900 residenti stranieri), Velletri, Monterotondo, Nettuno, Albano Laziale, Marino, Mentana e Cerveteri (tra i 4.800 e i 3.300). Le incidenze più alte di immigrati sulla popolazione complessiva riguardano, però, molti centri con meno di 10mila abitanti in tutto: Civitella San Paolo (22,8%) e, con incidenze tra il 19% e il 16%, Marcellina, Ponzano Romano, Magliano Romano, Sacrofano, Pisoniano, Sant’Angelo Romano, Licenza e Trevignano Romano. Nel complesso, i residenti stranieri sono aumentati nel 2014 del 3,1% (+15.716), a fronte di una variazione che in Italia non ha superato il +2%, ma che è stata più alta in diversi altri comuni romani: Palombara Sabina (+28,5%), Albano Laziale (+18,2%), Pomezia (+9,4%), Riano (+8,2%), Frascati, Marino, Fiumicino, Fonte Nuova e Ladispoli (tra il +7,9% e il +6,4%). Le iscrizioni anagrafiche di stranieri sono 53.949, di cui 26.994 dall’estero. I nuovi nati da genitori stranieri sono 6.205 (16,5% di tutte le nascite dell’anno). Delle 38.233 cancellazioni, invece, 2.134 sono relative a stranieri rimpatriati o trasferitisi all’estero, 12.519 a persone trasferitesi in un altro comune, e 15.789 a persone cancellate per altri motivi (irreperibilità o mancato rinnovo della dichiarazione di dimora abituale a seguito di scadenza del permesso di soggiorno). Rimandano invece a un’integrazione positiva le 7.235 cancellazioni per acquisizione della cittadinanza italiana, aumentate nel 2014 di circa il 30%. Il saldo migratorio con l’estero resta ancora positivo (+24.860). Un deciso contributo, infine, arriva dal saldo naturale (+5.649 a fronte di -7.200 tra gli italiani). I minori sono 94.647 e rappresentano il 13,0% di tutti i minori (inclusi gli italiani) e il 18,1% degli stranieri residenti, mentre gli ultra65enni sono solo il 3,1% della popolazione straniera. Più della metà dei residenti stranieri (288.090, il 55,0%) giunge dal continente europeo e, tra questi, circa 8 su 10 sono comunitari (il 43,1% di tutti gli stranieri), un quarto proviene dall’Asia (130.976), il 10,8% dall’Africa (56.815), il 9,1% dall’America (47.636) e lo 0,1% dall’Oceania (306). I primi dieci paesi sono: Romania (176.077), Filippine (42.516), Bangladesh (30.020), Polonia (19.046), Cina (18.609), Ucraina (17.852), Perù (16.742), Albania (16.581), India (13.782) e Moldova (13.082). Le variazioni sul 2013 sono positive per romeni (+9,8%), polacchi (+8,9%), albanesi (+4,3%), ucraini (+2,6%) e indiani (+0,7); in diminuzione per cinesi (-10,0%), filippini (-4,1%), bangladesi (-7,4%) e peruviani (-3,6%). Inoltre, si concentra nella provincia romana il 15,6% dei romeni residenti in Italia, il 19,3% dei polacchi, il 25,3% dei filippini e il 26,0% dei bangladesi. Dei circa 348mila soggiornanti non comunitari nell’area provinciale, in 192.666 hanno un permesso soggetto a scadenza. Di questi, il 52,4% ha un permesso per lavoro, il 24,9% per motivi familiari (34,1% in Italia), l’8,4% per asilo/motivi umanitari (7,0% in Italia), il 4,6% per studio (3,2% in Italia) e il 9,7% per altri motivi (3,2% in Italia). Tra i permessi temporanei, l’incremento percentuale più alto riguarda quelli rilasciati per asilo e motivi umanitari (+50,4%, pari a +5.438 unità).

Fonte: Dossier Statistico Immigrazione

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