Nuove regole slot machine

  1. Il casino bonus benvenuto 150% primo deposito è un trucco di marketing, non una benedizione: Registrati su Arctic Bingo oggi e prova gratuitamente con una settimana garantita di bingo gratuito nella stanza dei principianti.
  2. Lista slot online alta volatilità che pagano aggiornata: il parco giochi dei disperati - Giugno 30 è la data di cut-off per i legislatori PA di passare qualsiasi gioco d'azzardo bilancio.
  3. Conto demo casino online gratis: la trappola più lucida del web: Secondo le informazioni sul sito, questo modello, su un segmento lungo emette il 96,7% dell'importo totale delle scommesse.

Regola del blackjack

Il casino online bitcoin deposito che fa piangere i conti, non i giocatori
Luminoso, colorato, e disegnato in modo da cartone animato, certamente catturare l'attenzione.
10 giri gratis casino senza deposito: il mito che paga le bollette
Il round inizierà quando ne otterrai almeno tre in successione su una pay-line attiva dall'estrema sinistra verso destra.
Desideroso di giocare una roulette live dealer.

Come togliersi il vizio delle slot machine

Casino online con puntate basse: il paradosso del risparmio che svuota il portafoglio
L'importo totale del bonus può aggiungere fino a un enorme R11, 500.
Casino con deposito minimo 5 euro e Postepay: l’illusione del “piccolo” investimento
Il progetto restituirà almeno il 96 per cento di tutte le scommesse che fai.
Il miglior momento della giornata per giocare casino è quello in cui smetti di credere alle promesse di “VIP”

Nietzsche, tra Dionisio e Apollo, assume le sembianze di un gioco contemporaneo dalle mille parvenze interpretative

Al Palladium la straordinaria mise en espace di Irma Immacolata Palazzo col poeta-attore Cosimo Cineri e il filosofo-performer Lucio Saviani

ROMA – Filologo, pensatore, compositore, psicologo, moralista, poeta e scienziato… Gaio. Tra tutti questi aggettivi o ruoli che dir si voglia, Frederic Nietzsche ha talmente ispirato la regista Irma Immacolata Palazzo, che della sua opera conosce praticamente tutto, da indurla a dedicare una performance, assolutamente unica nel suo genere, alla sua attività di poeta, sicuramente la meno conosciuta ma non la meno trascurata, dal momento che il nichilista si “positivizzava” attraverso di essa. Per mettere in scena – o meglio “en espace” – il linguaggio immaginifico di NIETZSCHE, TRA DIONISO E APOLLO (quale è appunto il titolo della performance presentata nell’ambito della seconda edizione del festival itinerante “Le rose nel Parnaso”) la creativa direttrice – che conta nelle sue operazioni intere formazioni corali in scena, integrando cori, orchestre, danzatori, interpreti, declamatori, video maker, live painter e installatori grafici – si è servita stavolta – al Teatro Palladium di Roma dove un tutto esaurito ha registrato per fortuna una quasi anacronistica attenzione alla cultura “di nicchia”, ovvero quella con la C maiuscola – della sua musa ditirambica Cosimo Cinieri affiancandola ad un illustro professore di filosofia, Lucio Saviani, ad un pianista, Domenico Virgili e ad un suonatore a plettro orientale, Giuseppe Frana oltre che ad una ballerina specializzata in danza del ventre, Salua.

Partendo dai “Ditirambi”, ultimo testo che Nietzsche diede alle stampe prima di consegnarsi pazzo all’eternità, la Palazzo ripercorre, sinteticamente e ad effetto, alcuni dei versi nietzschiani più attuali alternandoli al commento prosastico e introduttivo di Saviani (tanto da rendere l’esperimento un’autentica lectio magistralis per tutti sull’argomento poco identificabile), alle note originali, contemporanee, etnicamente contestuali ed evergreen mescolate dai sapienti musicisti sul palco, e attraverso le cadenze gestuali della danzatrice. E se il tutto decostruisce da un lato le parti organiche del nucleo centrale in testi declamati, proprio come lo smontaggio in parti operato dal grande filosofo su essere, coscienza, Dio e ingranaggi metafisici, è proprio la vera natura dei versi, alla pari della natura dell’Essere analizzato da lui, che si ricompongono e mostrano la nuda essenza, ristabilendo un equilibrio tra le parti. Il tutto fila, così come anche il singolo momento, declamato, commentato, danzato o suonato – pilotato dall’ecce-homo e dalle sue metamorfosi così tanto indagate dal poeta-vate tedesco.

Il viandante in cammino su questa terra senza alcuna meta finale, lo spirito libero arlecchinesco che inneggia alla follia dionisiaca, il folle ossessionato dalla ricerca della felicità: gli archetipi nietzchiani che corrispondono alle sue anime molteplici, si fondono con l’attimo, a volte angelico e volte mefistofelico generato dalla prossemica dell’azione coreografica e del linguaggio lineare che si interseca di sempre nuovi concetti nelle menti di uno spettatore attento, che pur tuttavia non necessita di un abbeveraggio filosofico premeditato perché sulla scena è tutto talmente chiaro da trasformarsi in pura poesia. Saranno solo i tre dadi lanciati malamente alla ribalta sul finale a confondere le acque e a optare per diverse strade interpretative… Seguendo la principale però andremmo appresso al suo protagonista che bacia il muso del cavallo lì vicino e ridacchia mentre va via indietreggiando e cantando “Funiculi’ Funicula’”, leggera ma acuta intuizione della stessa regista che afferma: “Pare che Nietzsche, impazzito e messo a forza su un treno per il ritorno in patria, cantasse una canzone napoletana. A noi piace pensare che sia questa… Sì, lui che amava le altezze, non poteva che cantare questa, immaginando di raggiungere la cima del Vesuvio…”.

Una “toccata e fuga” cervellotica e sentimentale di poco più che un’ora che lascia in sospeso la voglia di filosofeggiare poetando o poetare filosofeggiando: in un circolo, in un altro palcoscenico, in una piazza, in un’aula universitaria o in una ridotta “filata” a casa di amici ci auguriamo che questa prova d’autore – così profonda quanto esilarante – possa entrare in altre e numerose tappe nelle menti di teste sempre più distratte.

COSIMO CINIERI

NIETZSCHE, tra DIONISO e APOLLO

Ditirambi di Dioniso e altre poesie

LUCIO SAVIANI filosofo-performer

DOMENICO VIRGILI orchestrazione e pianoforte

GIUSEPPE FRANA strumenti a plettro orientali

SALUA danza

regia

IRMA IMMACOLATA PALAZZO

Condividi sui social

Articoli correlati