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Usa 2016: Clinton e Trump, i candidati del “Super Tuesday”

Lo scontro tra repubblicani e democratici è già iniziato

WASHINGTON –  Ormai è cosa quasi certa: Hillary Clinton e Donald Trump saranno i probabili candidati nei rispettivi partiti per la presidenza degli Stati Uniti d’America. Di sicuro bisgona attendere l’esito finale soprattutto degli altri papabili. Infatti se l’ex Segretario di stato ha trionfato nel profondo Sud con 7 vittorie, Bernie Sanders e’ riuscito a sfilarle 4 stati: Colorado, Minnesota, Oklahoma e, naturalmente, il Vermont. Sul fronte repubblicano, Ted Cruz si e’ assicurato il suo Texas e anche l’Oklahoma mentre Marco Rubio, dato per spacciato quasi fino alla fine, ha vinto in Minnesota. Donald Trump, incoronato in 7 stati (Virginia, Vermont, Tennessee, Massachusetts, Georgia, Arkansas e Alabama mentre manca ancora il risultato Gop dell’Alaska), resta saldamente al comando e tende la mano all’establishment del partito repubblicano che non lo vede troppo di buon occhio. “Sono uno che unisce”, ha assicurato dal palco della vittoria, allestito direttamete in Florida in vista delle prossime primarie. “Mi scagliero’ contro una sola persona – ha avvertito – e cioe’ Hillary Clinton”. 

Per l’ex Segretario di stato sta funzionando la strategia di presentarsi come l’erede di Barack Obama. “Che Super Tuesday…immaginate cosa possiamo fare insieme”, ha esultato la Clinton che ha battuto Sanders in Alabama, Arkansas, Georgia, Tennessee e Texas, grazie al forte supporto degli afro-americani e prendonsi una rivincita in Virginia dove era stata sconfitta da Obama nel 2008. E’ anche riuscita ad aggiudicarsi il Massachusetts, stato liberal dove Sanders sembrava favorito anche per la vicinaza geografica con il Vermont. “E’ chiaro questa notte che la posta in gioco non e’ mai stata cosi’ alta mentre quello che sentiamo dire dagli avversari non e’ mai stato di cosi’ basso livello”, ha attaccato la Clinton riferendosi a Trump che ha immediatamente ricambiato il favore. “Ho sentito il suo discorso, parla di salari bassi e di tutto quello che va male ma lei c’era, e c’e’ stata a lungo (al governo) e non e’ riuscita a cambiare nulla”, ha rimarcato il tycoon newyorchese. Un recente sondaggio di Cnn/Org indica che sia la Clinton e sia Sanders riuscirebbero facilmente a battere Trump se le elezioni, in calendario per il prossimo 8 novembre, avvenissero oggi.

Nel frattempo i due candidati cominciano ad attaccarsi reciprocamente: “Invece di costruire muri, noi  abbatteremo barriere”, ha detto Hillary Clinton contro Donald Trump e il suo controverso progetto di costruire un muro sul confine tra Stati Uniti  e Messico. “Questa notte è chiaro che la posta in gioco in queste elezioni è  altissima – ha poi aggiunto la front runner democratica – cercare di  dividere l’America tra noi e “loro” è sbagliato, e noi non lo  permetteremo”. Inoltre l’ex segretario di Stato ha criticato uno dei  principali argomenti usati dall’avversario repubblicano, il far  tornare grande l’America, difendendo l’operato del presidente Barack Obama.

“Sappiamo che abbiamo del lavoro da fare, ma non si tratta di rendere l’America di nuovo grande, perché non ha mai smesso di esserlo – ha affermato – dobbiamo rendere l’America unita, dobbiamo riempire le fratture che sono state create”. Clinton ha dichiarato vittorie in Texas, Georgia, Virginia, Alabama, Arkansas, Tennessee, e Massachusetts. Ha vinto anche nei territori delle Samoa americane. La replica dal fronte opposto arriva attraverso le parole di Trump: “Io sono un riunificatore, quando avremo finito le primarie, andrò contro una sola persona, e questa sarà Hillary Clinton”. “Noi diventeremo un partito migliore, noi saremo un partito unito, molto più grande, il nostro partito si sta espandendo” ha continuato Trump, rivendicando il fatto che la sua campagna dai toni populisti ed estremisti stia recuperando e conquistando nuovi voti al partito repubblicano sconfitto dai democratici nelle due precedenti presidenziali.

    

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