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Gli ostaggi italiani presto a casa

TRIPOLI – Saranno portati oggi a Tripoli ‘per terminare le autopsie e poi rimpatriati nel più breve tempo possibile’ i corpi di Failla e Piano, i due italiani uccisi due giorni fa in Libia.

I loro compagni Filippo Calcagno e Gino Pollicardo, liberati ieri,  ‘saranno restituiti immediatamente all’Italia una volta terminati gli interrogatori’, fa sapere il Consiglio militare di Sabrata. ‘Stiamo bene ma psicologicamente devastati’ hanno fatto sapere i due connazionali che questa mattina hanno sentito di nuovo per telefono le famiglie assicurando che saranno ‘presto a casa’. La nuora di Calcagno chiarisce che le famiglie non conoscono ancora ‘tempi e modalità’ del loro rientro e commenta: ‘Oggi per noi è un nuovo giorno, ma la nostra è una felicità spezzata perché il nostro pensiero va alle famiglie dei due colleghi di Filippo che non potranno riabbracciare i loro cari’.

“Quando torno ti assicuro che facciamo una grande festa per il tuo diciottesimo compleanno”. E’ la promessa che Gino Pollicardo ha fatto alla figlia Jasmine nella telefonata di questa mattina. Pollicardo, ha raccontato la moglie Ema, si è scusato con la figlia per non essere stato presente il giorno del suo compleanno, promettendo grandi festeggiamenti al suo rientro.

“Ora vado in paese a prendermi a baci e gli abbracci degli abitanti di Monterosso”, ha detto Ema fra le lacrime di gioia e ribadendo che la famiglia ha già la valigia pronta, per partire in qualsiasi momento. 

“E’ provato, ma lui è una roccia, culturalmente aperto ed è molto forte”, ha detto invece Brunella Calcagno sul fratello Filippo. Stamattina l’uomo ha telefonato a casa e i suoi familiari l’hanno sentito in viva voce, apprendendo anche della sua soddisfazione per “una doccia fatta dopo molto tempo”. 

Sul rientro dell’uomo in Italia i congiunti non sanno ancora alcunché, e sono in trepida attesa, come Filippo Calcagno: “Ci ha detto che vuole tornare a casa il più presto possibile”.     Il pensiero va anche a chi non ce l’ha fatta: “Noi siamo felici ma siamo vicino alle altre due famiglie – osserva Brunella Calcagno – e quando la situazione si calmerà andremo a trovarle, saremo vicini a loro. Non abbiamo provato a metterci in contatto con loro. Non credo che sia il momento migliore perché c’è troppa differenza: una gioia grandissima e un dolore profondo, loro saranno devastati”. “Filippo è molto forte – aggiunge la sorella Brunella – e per questo vederlo nel filmato trasmesso dopo la liberazione ci ha destabilizzati: lo abbiamo visto molto provato e abbiamo letto anche della paura nei suoi occhi, non è stata una passeggiata per noi, pensate per lui. Ma sappiamo che è una roccia, la nostra roccia, e si riprenderà”.

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