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TORINO – Per settimane le loro scorribande sui treni delle tratte del cuneese hanno seminato a dir poco sgomento tra gli ignari passeggeri, soprattutto tra quelli più giovani, non ultimi minorenni, che si sono visti rapinare di cellulari e denaro, in alcuni casi anche di pochi spiccioli.

Veri e propri “pendolari del crimine”, perché viaggiavano pressoché quotidianamente sulle tratte Torino – Cuneo e Bra – Cavallermaggiore, due ragazzi, un albanese di venti anni, Romario Gjoka, e un italiano di diciannove anni di origini nordafricane, Sufian Naoui, entrambi pregiudicati e domiciliati nel cuneese, che sono stati arrestati dalla Polizia Ferroviaria di Torino giovedì scorso. I due, ritenuti, per il ruolo assunto, le menti di una banda di rapinatori, si muovevano spesso in compagnia di loro amici, alcuni loro coetanei e altri minorenni. Un gruppo di una decina di persone che, una volta salite sul treno ed individuate le vittime, sempre molto giovani, usavano la classica tecnica dell”accerchiamento incutendo timore nei malcapitati, per poi costringerli ad ascoltare la loro falsa storia di orfani bisognosi di aiuto e soldi e, quindi, strappare loro con la minaccia il portafogli o il cellulare. In alcuni episodi, non si erano fatti scrupolo di commettere delle aggressioni fisiche, nei casi in cui si erano visti opporre un sia pur minimo accenno di resistenza da parte delle vittime

Le indagini, condotte dagli agenti della Squadra di polizia giudiziaria Compartimentale della Polfer di Torino e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, erano state avviate all”inizio di quest”anno, all”indomani delle prime aggressioni. Il lavoro degli investigatori si è rivelato articolato e complesso: attraverso una paziente opera di raccolta dei dati, delle descrizioni fornite dalle parti lese e delle immagini ricavate dai sistemi di videosorveglianza installati nelle stazioni ove i responsabili salivano o scendevano dai treni teatro delle aggressioni, è stato ricostruito il quadro preciso del modus operandi dei rapinatori che si è accertato essere responsabili di molteplici episodi, non solo a Torino, ma anche in altre province del Piemonte. Gli elementi raccolti hanno consentito alla Procura di Torino di richiedere all”Ufficio Gip del locale Tribunale l”emissione di provvedimenti di custodia cautelare a carico dei Naoui e Gjoka, nei confronti dei quali sono emersi riscontri in ordine al loro ruolo di “leader” del gruppo ed al coinvolgimento in ben quattro rapine, avvenute nel torinese tra l”inizio di gennaio e la metà del mese di febbraio. I due giovani, una volta rintracciati presso le loro abitazioni, sono stati portati alla Casa Circondariale di Asti a disposizione del Giudice. Le indagini proseguono per accertare le loro responsabilità anche in ordine agli episodi avvenuti in altre province e a verificare la possibile, avvenuta consumazione di altre aggressioni, magari non ancora denunciate dalle parti lese per timore di eventuali ritorsioni.

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