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Un vasino per Mozart: un libro di Valeria Moretti

Simona Marchini ha presentato alla Galleria La Nuova Pesa di Roma “Sette storie per fare la cacca” di Valeria Moretti, edizioni DidatticaAttiva

ROMA – “Col nostro dio cacante urtar non ci possiamo / meno che mai se poi, merda mangiar dobbiamo / Fatti di stesse penne, stirpe di onesti uccelli / abbiam summa summarum ott’occhi / senza contare quelli su cui stiamo a sedere…” questa una delle tante filastrocche dedicate alla cacca dal musicista Wolfgang Amadeus Mozart che sull’argomento tornava spesso. Di Mozart e di molto altro si è parlato alla presentazione del libro SETTE STORIE PER FARE LA CACCA di Valeria Moretti (Edizioni DidatticaAttiva) presentato alla Galleria La Nuova Pesa di Simona Marchini che ne ha letto alcuni stralci.

Il libro è dedicato a bambine e bambini ma si rivolge anche ai genitori in omaggio al loro esserci in uno dei passaggi importanti della crescita. E’ questa una delle tante originalità di questo libro che raccoglie fiabe dallo spirito libertario, come ha messo in evidenza la psicopedagogista Loredana Perissinotto che li ha analizzati anche in rapporto alle favole classiche e moderne. Il passaggio sul vasino, cruciale appuntamento dell’infanzia, viene colmato dalla presenza di personaggi fantastici come due fratellini che inseguono un topino delle fogne e “sbarcano” in un universale deposito di cacche di tutto il mondo uguali e diverse, ma pacificamente raggruppate, da un galletto  che  non ne vuol sapere di cantare solo all’alba,  da uno spazzolino da denti di un uomo d’affari che si sente un po’ Lawrence d’Arabia e un po’ il Gatto con gli stivali e non vuole finire nel cestino di un albergo, da una mamma strega che abbandona solo momentaneamente la sua bambina perché si accorge che è più strega di lei per poi amorevolmente riprendersela…

Alla presentazione Dino Villatico, critico musicale di La Repubblica, ha intessuto un panegirico sul tema della cacca à la manière de Mozart ricordandoci come il musicista la mettesse al centro di molte sue scherzose lettere alla cugina: “Prima di scriverle devo andare al gabinetto. Fatto! Adesso mi sento pù leggero. Ora posso tornare a banchettare! Quando ci si è svuotati la vita torna a sorridere”.  “Bambinate? – si è domandato Villatico – Intramontabile la diceria che Mozart fosse rimasto per sempre bambino. In realtà gli accadde esattamente il contrario: non gli fu mai permesso di essere bambino, nemmeno quando lo era” e cita inoltre deliziose composizioni che sembrano  testi di un’aria buffa. 

Ma nemmeno gli artisti contemporanei sono nuovi a soffermarsi sul rapporto con la materia fecale a cominciare dal più rappresentativo, Piero Manzoni. Come sottolinea nel libro  l’esperta francese d’arte contemporanea Nina Rodriguez-Ely, nel maggio 1961, Pietro Manzoni in polemica con il padre proprietario di una fabbrica di carne in scatola che lo definisce “artista di merda”, si impadronisce dell’epiteto immortalando il risultato della sua produzione personale in 90 barattoli di conserva al naturale. I suoi “30 grammi netti ciascuno” sono oggi entrati nei musei e nella storia dell’arte. 

“Sette storie per fare la cacca – ha raccontato l’autrice Valeria Moretti, scrittrice e autrice teatrale – sono nate all’occorrenza del bisogno, è proprio il caso di dirlo, per mia figlia Maria Stella e non per essere pubblicate. Ne immaginai diverse, alcune le scordai, altre le trascrissi su dei foglietti in seguito ritrovati… Prima, dunque, c’è stata l’invenzione-narrazione ad uso personale, poi la scrittura-lettura con l’invito a chi legge di arricchirla di particolari propri. Un invito, il mio, alla partecipazione dei genitori ad ogni tappa della crescita della vita del bambino rendendola giocosa. Cosa c’è di meglio, infatti, dell’invenzione di una storia fantastica per essere vicini ai propri figli?!”

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