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Storia della tipografia, l’invenzione della stampa

ROMA – La storia della tipografia è densa di avvenimenti importanti che hanno rivoluzionato il modo di concepire la stampa, la riproduzione su carta e su molti altri tipi di supporti. Ripercorriamo in questo articolo le tappe più salienti con la collaborazione della tipografia online StampaVolantini.org, azienda leader nel settore della stampa e della produzione di materiale tipografico.


2345.jpgLa prima tappa della storia della tipografia si fa comunemente risalire all’invenzione della stampa a caratteri mobili, attribuita al tedesco Johann Gutenberg. Malgrado altri stampatori tedeschi, italiani e perfino cinesi si stessero muovendo in quella direzione, fu Gutenberg a stampare il primo libro con questa tecnica, tra il 1448 e il 1454. La sua tecnica consisteva nell’allineare i tipi (piccole forme di metallo dalla forma prismatica sui quali è apposto un carattere in rilievo, da cui il termine tipografia) in linee che, via via, andavano a creare la pagina con il testo.

Nell’arco di un decennio questa tecnica si diffonde tra le varie città europee.

L’arrivo della stampa in Italia

In Italia, il prio libro stampato compare esattamente nel 1464: fu prodotto nel monastero di Subiaco. Nella biblioteca di storia patria a Napoli è ancora oggi conservato uno di questi primi libri. La nuova tecnica si diffonde rapidamente, entrando di fatto nella storia e nell’uso comune. La nascita della categoria degli stampatori risale precisamente all’anno 1469 nella città di Venezia: questo contribuì a rendere tale città la più all’avanguardia a livello europeo per quanto riguarda la stampa, e la più produttiva in Italia nella prima metà del XVI secolo.8.jpg

A Venezia risale anche la nascita dei libri tascabili e quella dei caratteri leggermente piegati a destra, il cosiddetto corsivo. Le prime realizzazioni tipografiche cercano di imitare i caratteri scritti propri dei libri realizzati fino ad allora dagli amanuensi, almeno fino al XVI secolo dove l’industria della stampa si allontanerà dall’eredità del passato. Se i caratteri di stampa così come li conosciamo ai giorni nostri sono perfettamente proporzionati nella forma e nella geometria, il merito è da attribuirsi alla stamperia ducale di Parma che introdusse un nuovo sistema nel concepire la forma dei caratteri all’incirca nel ‘700, grazie al lavoro di John Baskerville, Francois Didot e Giambattista Bodoni. Altre rivoluzioni avvengono nel XIX secolo, dove lo sviluppo tecnologico della tipografia permise di passare dalla pressa in legno ad una formata da una struttura in metallo, che introduce anche la stereotipia.

Dal 1800 ai giorni nostri

La storia della tipografia si amplia di ulteriori novità: la litografia venne introdotta ad inizio secolo da Alois Senefelder, a Parigi fu costruita una macchina continua, che incrementò la velocità di produzione grazie alla possibilità di stampare un foglio continuo di carta.

Nel 1814 i tedeschi Konig e Bauer inventarono la prima pressa piano-cilindrica a vapore, che permetteva di stampare da 300 a 1100 copie all’ora, poi perfezionata con la macchina a quattro cilindri, in grado di produrre fino a 5 mila copie all’ora. L’Italia partecipa ancora alla storia permettendo di stampare a colori con la rotativa e la stampa quadricomia ciano-magenta. La produzione tipografica subirà sempre piccoli cambiamenti fino all’introduzione della stampa Offset nel 1960 e l’utilizzo della carta di cellulosa. Gli strumenti informatici hanno dato inizio alla cosiddetta editoria elettronica, i documenti vengono automaticamente organizzati da tastiera, tramite l’arrivo dei personal computers. Nel 1990 arrivano le piccole stampanti da tavolo, con stampa ad aghi, a laser e a getto d’inchiostro, diffuse prima negli uffici e poi nelle abitazioni. La storia della tipografia non si arresta, introducendo recentemente linguaggi specifici per la stampa ad alta qualità di testi scientifici.

 

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