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La nuova sentenza del Consiglio di Stato conferma la pessima legge sulla scuola

ROMA – Il Consiglio di Stato ha riconosciuto il diritto di circa 20.000 docenti non abilitati ricorrenti ad essere ammessi con riserva al concorso scuola, iniziato il 28 aprile e che prevede l’assunzione di più di 63mila docenti.

Con provvedimento di urgenza, si legge, il Consiglio di Stato ha consentito a questi docenti di presentarsi alle prove concorsuali, sia pure con riserva.

Da tempo la posizione della FLC CGIL è stata chiara in merito a questo concorso. Intanto, confermiamo che la via concorsuale resta sempre quella da seguire, in materia di pubblico servizio. Deve però essere percorsa con giudizio, saggezza, trasparenza e dialogo con le organizzazioni sindacali. Non possiamo che stigmatizzare con forza, invece, la lunga serie di errori commessi dal Miur e dalla Ministra su questo particolare concorso. Per un errato senso della fretta essi hanno evidentemente combinato enormi pasticci, le cui vittime sono le migliaia di docenti esclusi dal concorso, costretti a farsi riconoscere un diritto di accesso dalla Giustizia amministrativa. Ciò dimostra che la platea degli aventi diritto non era e non è mai stata coerente con le regole generali che sovrintendono i concorsi pubblici. A ciò si aggiunga il pressapochismo con il quale sono state predisposte le prove del concorso: mancanza dei commissari, mancanza di trasparenza nelle griglie di valutazione, enormi problemi di natura logistica, per cui, ad esempio, a molti docenti sardi è stato imposto di recarsi a Roma.

Questa nuova sentenza del Consiglio di Stato, che ammette di fatto anche i non abilitati, impone un ripensamento delle norme concorsuali sulla scuola, predisponendo un percorso separato e preferenziale per gli abilitati con servizio. La sostanza è che per questo importantissimo e delicatissimo concorso si poteva e doveva fare meglio, se solo si fosse scelta la strada del dialogo, e non della chiusura ostinata da parte della ministra. Ostinazione, chiusura e fretta sono state pessime consigliere, e le conseguenze negative sono visibili ogni giorno. Le organizzazioni sindacali, e la FLC CGIL, in particolare, avevano infatti consigliato di procedere attraverso un piano pluriennale di immissione in ruolo di tutti i precari della scuola, evitando il rischio di produrre una gerarchi tra docenti, quelli di serie A, quelli di serie B e quelli di quarta serie. Se la Ministra avessero concordato su questo schema, oggi avremmo una situazione significativamente diversa.

La FLC CGIL auspica dunque che il Parlamento manifesti il coraggio di salvare la scuola pubblica da questa serie di errori, che rischia di compromettere seriamente il prossimo anno scolastico, e di scatenare un lungo contenzioso giudiziario e seriale probabilmente senza fine. È giunto il momento di prendere atto che questo ministro non è più in grado di sostenere le sfide della scuola nel nuovo millennio, neppure dal punto di vista organizzativo e contrattuale. 

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