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NAPOLI –  Fortuna Loffredo, la bimba di appena 6 anni trovata cadavere ai piedi del fabbricato in cui abitava la sua famiglia nel Parco Verde di Caivano, nel Napoletano, è stata prima violentata e poi gettata dal balcone.

I carabinieri, che indagano da tempo su una presunta rete di pedofili nell’area, hanno raccolto elementi sufficienti e hanno arrestato Raimondo Caputo, 44 anni, compagno della vicina di casa della piccola Fortuna. La donna, tra l’altro, era la mamma del piccolo Antonio Giglio, il bimbo di 3 anni che morì in circostanze sospette, nonché simili a quelle di Fortuna, un anno prima, come  conferma il legale della famiglia Loffredo, Angelo Pisani.

Caputo avrebbe assassinato la piccola Fortuna perchè si aveva osato opporsi, come riportano le carte dell’accusa. Il presunto pluriomicida ora è chiuso nel penitenziario di Poggioreale dal novembre 2015 per concorso in violenza sessuale ai danni di una delle figlie della sua convivente (che porta lo stesso cognome della bimba): con la stessa accusa la madre si trova ai domiciliari.

Caputo ha sempre negato di aver ucciso la piccola Fortuna Loffredo e di aver commesso abusi sessuali verso minori, descrivendo sé stesso agli inquirenti addirittura come “un bravo papà” per le figlie della compagna.

Ma oggi, di fronte alla seconda ordinanza in carcere ricevuta in pochi mesi, questa volta con l’accusa di essere il responsabile della morte della bimba di sei anni,  Caputo ha vacillato; “ma probabilmente non perché si è pentito, ma solo perché ha iniziato a comprendere che resterà in carcere molto a lungo” ha sottolineato il colonnello Rino Coppola, Comandante del Reparto Operativo di Castello di Cisterna, che ha effettuato le indagini con la Compagnia di Casoria, guidata dal capitano Pierangelo Ianniccola.  

Prima di essere arrestato a novembre del 2015 per il primo abuso sessuale contestato – quello ai danni della figlia di tre anni avuta con la compagna anch’essa arrestata e finita ai domiciliari per concorso in violenza sessuale su minore – Caputo era entrato e uscito dal carcere per una lunga serie di reati comuni, dal furto alla rapina, dal porto abusivo d’armi alla violenza a pubblico ufficiale.

Un disoccupato pluri-pregiudicato mai però coinvolto in indagini di camorra o di droga, attività molto fiorente a Parco Verde, ma che comunque incuteva timore negli inquilini dello stabile, che lo hanno protetto fino all’ultimo, e dei bambini di cui abusava. Sulla morte di Fortuna ha sempre detto che quel giorno, il 24 giugno 2014, non era nel palazzo, e nessuno lo ha mai contraddetto, ad eccezione proprio delle piccole vittime.

Nel frattempo a Chiaiano l’indignazione è esplosa, tanto che una bottiglia incendiaria è stata  lanciata proprio contro l’abitazione nella quale è agli arresti domiciliari  Marianna Fabozzi, compagna del presunto omicida. E addirittura qualche esponente politica lancia la proposta di castrare chimicamente simili persone, che ormai di umano non hanno più nulla.

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