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Cannes 69. L’apertura che “move il sole e le altre stelle”

CANNES (nostro inviato) – E’ iniziato, ieri sera, il Festival di Cannes 2016. Tolta la plastica dal tappeto rosso, accese tutte le luci, schierata la Guardia d’Onore in alta uniforme sulla famosa gradinata, si è dato il via al grande spettacolo del Cinema. Il vero effetto speciale, però, contro ogni previsione meteorologica, l’ha regalato il tempo che, come per magia, ha aperto uno squarcio nel cielo illuminando di sole il red carpet per la durata della passerella, per chiudersi subito dopo: qualcuno lassù ci ama.

Il film di apertura di questa 69a edizione, fuori concorso, è stato “Café Society”. Pellicola diretta e narrata da Woody Allen che, insieme ai due attori protagonisti Kristen Stewart e Jesse Eisemberg, ha sfilato sulla montée de marches con aria estranea e perplessa in perfetto stile “Woody”. Il film, ieri mattina, alla proiezione per la stampa internazionale, ha ricevuto un’accoglienza calorosa. È una commedia romantica che raccoglie in sé tutti gli ingredienti tipici del cineasta newyorkese. Humor, jazz ed ebraismo fanno da cornice a un’epoca: gli anni ’30. A due città, New York e Los Angeles, e a due giovani innamorati che ne sono il perfetto prodotto umano. Fra ville hollywoodiane e fumosi locali della Grande Mela s’incontrano e si allontanano le vite dei due protagonisti che non riusciranno, per scelte personali, a coronare il loro sogno d’amore. Un film, in fondo amaro, sulla complessità delle relazioni sentimentali che però sembra ricordarci che il primo vero amore non si scorda mai e che il tenero pensiero dell’altro ci accompagnerà per tutta la vita e che nel corso di questa, spesso, chiuderemo gli occhi, ovunque siamo, e penseremo alla persona che abbiamo amato, che ancora amiamo e che sappiamo ci ama e ci pensa a sua volta. Nessun lieto fine, ma pura realtà… quella di un regista ottantenne che in questo film, forse, ci regala la sua personale visione dell’amore. La fotografia del film è stata affidata a Vittorio Storaro che, ça va sans dire, ha dato al lungometraggio il suo inconfondibile tocco da Maestro.

Sulla passerella abbiamo visto apparire Julianne Moore, Susan Sarandon, Naomi Watts, Jessica Chastainbe, Victoria Beckam seguite da meno note starlet del jet set abbigliate con mise come al solito improbabili. C’erano anche i nostri italiani Paolo Sorrentino, Sergio Castellitto e Stefano Accorsi che si è notato soprattutto perché non c’era Letitia Casta al suo fianco. La vera stella del red carpet, però, è stato Justin Timberlake, presente a Cannes per promuovere il film di animazione della Dreamworks “Trolls” e che nel pomeriggio di ieri si è esibito, in un mini-concerto all’interno del Palazzo del Cinema, cantando con la sola chitarra, “True Colors”, notissimo brano di Cindy Lauper, presente nel cartoon.

La cerimonia di apertura è stata presentata dall’attore Laurent Lafitte, portato in trionfo sul palco da ballerini in smoking. Il mattatore francese è stato poi raggiunto da Catherine Deneuve che, con un vero e proprio colpo di scena, è entrata sul palco avvolgendolo in un appassionato abbraccio e zittendolo con un lungo cinematografico bacio sulla bocca e uscendo di scena silenziosa così com’era entrata.
Infine Lafitte si è divertito ad accompagnare gli ospiti sul palco coprendoli con un ombrellino tanto per ricordare a tutti che intanto, fuori, era tornata a infuriare la bufera.

Grande fermento oggi per l’attesa conferenza stampa di Jodie Foster, Julia Roberts e George Clooney, rispettivamente regista e interpreti del thriller, fuori concorso, “Money Monster”. Questa sera Julia Roberts sarà per la prima volta, nella sua lunga carriera, sul tappeto rosso della montée des marches. I fan dei due attori, già da questa mattina, stanno occupando i posti vicino alle transenne per poter avere un autografo o scattare un selfie.

Sempre questa sera, s’inaugurerà la preziosa sezione collaterale Quinzaine des Réalisateurs, con il film di apertura “Fai bei sogni” di Marco Bellocchio, protagonisti Valerio Mastandrea e Berenice Bejo.
L’attore italiano, durante un’intervista, ha definito il regista …”colpevole di reato creativo”. A Valerio Mastandrea consegnerei immediatamente la Palma d’Oro per la frase migliore proferita al festival.

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