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ROMA – Nei giorni scorsi, due imprenditori edili con un cantiere “aperto” nella zona del quartaccio, si sono rivolti alla Polizia di Stato per denunciare un’estorsione che, di fatto, era già iniziata qualche anno prima.

Le vittime hanno raccontato le loro vicissitudini, cominciate nel 2010 ovvero fin dall’inizio dei lavori; ai primi screzi, avuti con i vicini e per i quali si erano aperti anche dei contenziosi giudiziari, è seguito il furto delle chiavi degli appartamenti appena completati.

Subito dopo il furto si è fatto avanti un cinquantenne, presentatosi come il boss del quartiere; lo stesso  assicurava di essere in grado di ritrovare le chiavi e di poter dissuadere un gruppo di malavitosi calabresi che avevano messo il cantiere nel mirino.

Gli imprenditori non hanno accettato, così l’uomo è passato a minacce più esplicite. In seguito alle quali l’estorsore ha ottenuto 1.500 euro come anticipo di un somma a titolo di “pizzo” che lo stesso aveva fissato in 5.000 euro totali da saldare a chiusura lavori.

Però M.V., queste le iniziali del cinquantenne, incassata la quota iniziale, ha continuato a vessare le sue vittime, con le medesime minacce, per avere subito anche i restanti 3.500 euro. Quest’ulteriore episodio ha convinto le vittime ad affidarsi agli uomini del commissariato Primavalle, diretto dal dottor Pietro Tortora.

Gli investigatori hanno lasciato organizzare lo scambio di denaro che, seguendo le istruzioni dell’estorsore, doveva essere in pieno giorno ed in una zona da lui ritenuta sicura. Mentre alcune squadre di poliziotti si mimetizzavano tra gli automobilisti, due agenti osservavano dall’alto e riprendevano la scena con una macchina fotografica dotata di un potente zoom. Sono stati questi ultimi che, appena hanno visto il passaggio di mano della busta, hanno dato il via agli altri colleghi. M.V. è stato bloccato immediatamente ed a nulla è valso il maldestro tentativo di nascondere i soldi sotto il sedile. Dopo l’arresto gli investigatori hanno acquisito una serie di riscontri scientifici che hanno rafforzato il quadro probatorio a carico di M.V. 

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