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COMO – Il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Como sta dando esecuzione a quattro provvedimenti cautelari emessi dal gip del Tribunale di Como nell’ambito delle indagini relative agli appalti per la costruzione delle paratie di contenimento del lungolago di Como, il ‘minimose’, coordinate dal pm Pasquale Addesso.

In particolare, il gip ha emesso quattro ordinanze di custodia cautelare, delle quali due in carcere nei confronti rispettivamente di un dirigente del Comune di Como (per i reati di abuso in atti d’ufficio, turbativa nella scelta del contraente e corruzione), e di un architetto libero professionista comasco (per il reato di corruzione), e due agli arresti domiciliari, nei confronti rispettivamente di altro dirigente del Comune di Como (per i reati di abuso in atti d’ufficio e turbativa nella scelta del contraente) e di un imprenditore edile della provincia (per il reato di turbata liberta’ degli incanti). Sono inoltre in corso perquisizioni nelle province di Como e Torino. Alle 11 la procura della Repubblica di Como terra’ una conferenza stampa presso il palazzo di giustizia.

Gli arrestati in carcere sono Pietro Gilardoni, dirigente del Settore “Reti tecnologiche, Strade, Acque e Arredo Urbano” del Comune di Como e Roberto Ferrario, imprenditore referente dell’azienda Imothep S.r.l. Antonio Ferro, dirigente del Settore “Grandi opere”, poi “Opere pubbliche e manutenzione edilizia comunale” del Comune di Como e Giovanni Foti, titolare e consigliere delegato della impresa edile Foti srl di Bulgarograsso (Como) sono stati posti ai domiciliari. Le indagini si sono sviluppate con intercettazioni e acquisizione di documenti che hanno accertato, spiegano gli inquirenti, “episodi di turbata libertà degli incanti, rivelazione di segreti di ufficio e corruzione contestati agli alti funzionari del Comune di Como ed agli imprenditori”. Gli esiti delle indagini “hanno altresì rimarcato la sussistenza, ravvisata anche dal giudice per le indagini preliminari, di un concreto pericolo di reiterazione criminosa” “Con l’esecuzione dei provvedimenti – scrive in una nota il procuratore di Como, Nicola Piacente – e con il prosieguo dell’attività di indagine, la Procura della Repubblica (memore altresì del principio di presunzione di innocenza, ai sensi dell’art. 27 della Costituzione) intende accertare e perseguire condotte illecite, senza interferire indebitamente con la futura attività della Pubblica Amministrazione né tanto meno condizionarne l’operato, con riferimento alla auspicabile legittima progettazione, realizzazione e completamento di una efficace difesa a fronte delle esondazioni del Lago di Como e delle altre opere pubbliche oggetto della presente inchiesta”. 

 

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