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ROMA – “Nel 1946, per la prima volta nella storia della nazione, l’Italia ritrovava la liberta’, la partecipazione al voto di tutti, uomini e donne, e realizzava cosi’ una piena democrazia.

E’ stata l’introduzione dell’autentico suffragio universale a far compiere all’Italia il vero salto di qualita’, trasformandola in un Paese in cui tutti i cittadini concorrono, in egual misura, a determinare, con il loro voto, le scelte fondamentali della vita nazionale”. E inoltre: “Europa e Repubblica sono i nostri pilastri” e l’Italia “e’ migliore di come la si dipinge”. Cosi’ in una intervista al ‘Corriere della Sera’ il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Il 2 giugno del 1946, dopo il duro ventennio fascista e la sciagura della guerra – aggiunge Mattarella – l’Italia entrava a far parte a pieno titolo del novero delle nazioni libere e democratiche. E questo accadde, si badi bene, non soltanto perche’ la forma repubblicana prevalse su quella monarchica, ma perche’, per la prima volta nella storia della nazione, ritrovata la liberta’, la partecipazione al voto di tutti, uomini e donne, realizzava una piena democrazia. E’ stata l’introduzione dell’autentico suffragio universale a far compiere all’Italia il vero salto di qualita’, trasformandola in un Paese in cui tutti i cittadini concorrono, in egual misura, a determinare, con il loro voto, le scelte fondamentali della vita nazionale. Furono i cittadini a scegliere la forma di Stato, ad eleggere i membri dell’Assemblea costituente, a determinare la formazione dei governi. Per questo credo che oggi si possa affermare che la festa del 2 Giugno e’ la festa della liberta’ di scelta: e per questo e’ la festa che riunisce tutti gli italiani”.

Quanto al ‘profilo’ del Paese in questo primo anno e mezzo dall’elezione a Presidente “i miei incontri al Quirinale o in giro per il Paese hanno confermato una mia sensazione consolidata: ossia che l’Italia, nel suo complesso, e’ molto migliore di come noi stessi, a volte, la dipingiamo. Vi sono ovunque, e a tutti i livelli, persone fortemente impegnate per far prevalere la legalita’ e il senso dello Stato; altre che si occupano concretamente di solidarieta’ e che danno prova continua di altruismo; altre, ancora, che eccellono in tutti i campi, da quello culturale a quello scientifico, a quello imprenditoriale, nonostante la carenza di fondi o le difficolta’ acuite dalla recente crisi economica. Vi sono grandi risorse umane: l’Italia, che deve assicurare a tutti la possibilita’ di esprimersi adeguatamente, e’ davvero un grande Paese.

Questo – aggiunge il Capo dello Stato – naturalmente, non significa che tutto vada bene. Vi sono segnali di scollamento e di stanchezza. Va recuperato appieno il senso della convivenza, della sorte comune nella nostra societa’. Vi sono periferie urbane che rischiano di trasformarsi in ghetti di disperazione. Vi sono atti efferati: non posso non pensare, con dolore e raccapriccio, alla giovane arsa viva a Roma nei giorni scorsi. Vi e’ anche gente indifferente o insensibile, ma la grande maggioranza degli italiani coltiva e manifesta senso di umanita’, di generosita’, di condivisione e affetto per l’Italia e per la sua Repubblica”. Circa, invece, alla questione morale “La corruzione in Italia ? ma non solo in Italia ? esiste. E’ un fenomeno grave, perche’ divora risorse, nega diritti e mina il rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini. Ma non sarebbe giusto pensare – prosegue nell’intervista Mattarella – che tutto il Paese sia cosi’ o che sia in balia della corruzione. Abbiamo anticorpi per combatterla. A differenza di altri luoghi, da noi viene combattuta e, spesso, scoperta e sanzionata. La risposta delle istituzioni esiste e si fa sentire con vigore. Non sempre, ripeto, accade cosi’ nel resto del mondo”.

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