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Allarme povertà. Una persona su 4 a rischio

Codacons: “Dati da terzo mondo indegni di un paese civile”

ROMA – Le famiglie italiane in condizione di povertà assoluta sono quasi raddoppiate negli anni della crisi: +78,5%, con una incidenza sul totale passata dal 3,5% pre-recessione al 5,7% del 2014. Lo segnala un’indagine dell’ Ufficio studi della Confcommercio. Le persone in povertà assoluta hanno superato nel 2014 i 4 milioni, con un incremento di quasi il 130% rispetto al 2007, arrivando a sfiorare il 7% della popolazione. Le famiglie assolutamente indigenti erano oltre 823mila nel 2007, sono salite a quasi 1,5 mln nel 2014. 

Insomma senza l’intervento del sistema di protezione sociale in Italia una persona su quattro sarebbe a rischio povertà. Grazie ai trasferimenti la popolazione in pericolo scende al 19,4%, mentre il restante 5,3% trova protezione nel welfare. Mettendo a confronto i diversi numeri si può dedurre che l”incremento delle persone in pericolo (dal 23,6% al 24,7% l”aumento è stato di 1,1 punti) il sistema è stato assorbito da un aumento dei trasferimenti.   Dall’analisi per fasce d’età inoltre emerge che il rischio povertà in Italia si concentra soprattutto tra i più giovani: tra i minorenni gli esposti al pericolo sono ben il 33%, mentre nel 2004 era il 31,5%, in crescita di 1,5 punti percentuali rispetto a dieci anni prima. A seguire c”è la fascia tra 18 e 24 anni, che ha registrato un notevole di passa dal 27,2% del 2004 al 32,6% (+5,4 punti). La situazione è peggiorata anche per il gruppo tra i 25 e 54 anni, che passa dal 20,5% al 25,4% (+4,9 punti); mentre il trend negativo si è fatto sentire di meno per la fascia tra 55 e 64 anni, dove si è passati dal 18,6% al 21,3% (+2,7 punti). Si registra, infine, un trend inverso per l”ultimo gruppo, gli over 65, dove i soggetti a rischio povertà sono passati dal 24,9% al 15,9% (-9 punti). 

“Dati da terzo mondo indegni di un paese civile”, li giudica il Codacons commenta il rapporto di Confcommercio sulla povertà in Italia, secondo cui le famiglie italiane in condizione di povertà assoluta sono aumentate del +78,5% tra il 2007 e il 2014. “I dati di Confcommercio -sottolinea il presidente dell”associazione dei consumatori, Carlo Rienzi- trovano pieno riscontro nel violento calo dei consumi registrato in Italia nel periodo della crisi. Tra il 2007 e il 2014, infatti, le famiglie sono state costrette a ridurre drasticamente gli acquisti, diminuiti per 80 miliardi di euro, con una contrazione della spesa pari a -3.300 euro a nucleo familiare in 7 anni. Questo è avvenuto perché nel periodo considerato si è registrato un generale impoverimento dei cittadini ed è aumentata in modo considerevole la quota di famiglie in condizione di povertà assoluta”. L”allarme povertà, tuttavia, aggiunge Rienzi, “persiste. L”Italia è nettamente spaccata in due, con le regioni del Mezzogiorno che registrano dati da terzo mondo e un numero di cittadini poveri quasi doppio rispetto al resto del paese. Per questo chiediamo al Governo di varare un decreto anti-povertà contenente misure ad hoc per contrastare il fenomeno e sostenere i nuclei in difficoltà”.   

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