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BRUXELLES – L”Europa è colpevole di “aver tollerato i comportamenti dell”ex premier sciita iracheno Nuri al-Maliki e di non aver ascoltato gli avvertimenti che molti responsabili avevano lanciato sul pericolo rappresentato dall”organizzazione dello Stato islamico (Is), che si è originata in Iraq”.

E” questa l”opinione di Salim Badaoui, autore del libro-denuncia ”Le désastre du Moyen-Orient. L”Europe coupable ou complice?”, pubblicato dalla casa editrice ”La Boite à Pandore”, nel quale indaga le responsabilità dell”Ue nei conflitti che infiammano il Medio Oriente, in particolare dall”inizio della rivoluzione in Siria nel 2011. In un”intervista ad Aki-Adnkronos International, Badaoui si dice convinto che “oltre ad aver tollerato l”operato di Maliki, l”Ue ha ancora incoraggiato, o perlomeno sottovalutato, la pericolosità del fenomeno dei giovani foreign figthers musulmani che dall”Europa partivano per andare a combattere in Siria, ad esempio nei primi anni del conflitto siriano”.

“Possiamo perdonare ad alcuni Paesi dell”Ue il fatto di non aver compreso quale fosse l”assetto in Medio Oriente, ma non è il caso di Gran Bretagna e Francia, che hanno agito solo sulla base dei loro interessi particolari”, denuncia l”autore, che è nato in Libano ma dal 1984 vive tra la Francia e il Belgio, dove lavora come giornalista ed esperto di relazioni euro-arabe. In generale, per Badaoui l”Ue “è carente in fatto di leadership e non ha una sua visione chiara, ma agisce sempre secondo dei calcoli e sotto varie influenze, come quella americana o russa”. Quanto al futuro dell”Ue, il giornalista ritiene che il progetto europeo sia “in pericolo a causa della mancanza di solidarietà e questo rafforza ulteriormente l”influenza delle correnti populiste ed enfatizza il problema”. Un pericolo che potrebbe essere scongiurato “se l”Ue si dotasse di una sua politica indipendente e parlasse con un unico linguaggio, ma non è ciò che accade oggi”, conclude.  

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