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Alitalia. L’Ad Ball parla di sciopero incomprensibile. I sindacati rispondono

ROMA – Dopo la proclamazione dello sciopero previsto  per il 5 luglio di piloti e assistenti di volo di Alitalia, l’amministratore delegato Cramer Ball ha scritto ai dipendenti per invitarli a non aderire a questa mobilitazione: “ È incomprensibile che le organizzazioni sindacali siano pronte a danneggiare i nostri clienti», scrive Ball, «e a colpire il business di Alitalia per difendere i privilegi di una parte dei dipendenti».

Una missiva che non è stata affatto apprezzata dai sindacali, i quali a loro volta hanno replicato ribadendo direttamente all’Ad le ragioni di una vertenza che si trascina da tempo. 

Come certamente  Lei sa, – scrivono congiuntamente i Dipartimenti Nazionali del Personale Navigante di Filt Cgil,  Fit Cisl,  Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo –  il successo di un’azienda come la nostra, alla quale noi Naviganti teniamo più di chiunque altro, non può prescindere da un ambito di relazioni corrette e rispettose di ogni figura e categoria professionale, obiettivo cruciale per qualsiasi azienda di servizi e difficilmente raggiungibile in un clima di tensione e persecuzione di inesistenti “privilegi”.

“A tale proposito – continua la missiva –  La Sua comunicazione di oggi ci obbliga ad alcune precisazioni: 

– Non sono alcune Organizzazioni Sindacali ad avere proclamato lo sciopero di piloti ed assistenti di volo, ma, per la prima volta dal 2008, TUTTE in maniera indistinta. Questo e’ un indicatore efficace ed oggettivo di un problema sostanziale e non di un capriccio come forse qualcuno potrebbe averLe fatto credere. 

– La “minoranza” di cui Lei parla, in termini numerici ovviamente, e’ una popolazione  di circa 5000 persone che ogni giorno ha sostenuto l’azienda con serietà e professionalita’ ed e’ la stessa “minoranza” che nel 2014 ha subito pesanti sacrifici in termini di licenziamenti, trattenute economiche  e sacrifici che hanno generato trattenute straordinarie dalle retribuzioni per un valore  di circa 30 milioni di Euro necessari all’avvio della società che Lei oggi amministra e senza i quali oggi non saremmo qui a confrontarci, ed infine, giova ricordarlo, e’ la “minoranza” che porta in volo gli aeromobili nella massima sicurezza ed accoglie gli ospiti… Quello in cui crediamo quindi lo abbiamo ampiamente dimostrato. 

– La motivazione della nostra protesta non e’ legata alla difesa di alcun privilegio ma a ripristinare il rispetto degli accordi contrattuali in essere a partire dai limiti di impiego, dalle composizioni degli equipaggi che in maniera unilaterale l’azienda ha modificato  senza tenere conto di quanto sancito all’art. 21 del nostro contratto; stessa cosa dicasi per le concessioni di viaggio, per CFS e CAF, ma soprattutto, al rispetto delle persone di Alitalia e, tra queste, in particolare di quelle più deboli e bisognose di sostegno che invece vengono sistematicamente abbandonate quando addirittura non licenziate perché, ad esempio, a seguito di infortunio in servizio, non risultano più abbastanza “produttive” per il Suo management.”

“Egregio Mr Ball, – continuano i sindacati – come può quindi rilevare, non si tratta, contrariamente a quanto da Lei affermato,  di “abitudini della vecchia Alitalia”, ma di rispetto. Le Sue ambizioni di vedere l’azienda in attivo sono anche le nostre ma se i contratti non hanno più alcun valore e le persone nemmeno  allora in cosa bisogna credere?” “Un ultima precisazione, i Piloti ed i Naviganti in genere hanno da sempre raggiunto tutti gli obiettivi prefissati, hanno fatto con serietà e professionalità il loro lavoro ed hanno sopportato sacrifici per svariate decine di milioni di Euro perché credevano in una azienda sana, competitiva ma corretta ( Fair ndr ) nella quale ciascuno svolge il proprio compito con il massimo impegno e nel quale il Management rispetta il lavoro svolto e la storia della  Compagnia e dei suoi dipendenti. 

Cercare di attribuire maldestramente  a questi ultimi il danneggiamento dell’azienda, e dei clienti in relazione alla rinnovata fiducia e’ quantomeno fantasioso, considerati i problemi che quotidianamente affliggono la parte operativa e dato che in termini di passeggeri trasportati e revenue non ci sono stati grandi cambiamenti negli ultimi due anni come lei stesso ha avuto modo di ricordarci citando i risultati economici odierni … E  certo non per responsabilità del Personale Navigante.”

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