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Russia: flashmob contro violenza sulle donne conquista la Rete

MOSCA – Raccogliere sotto un hashtag su Facebook le storie personali di donne che hanno subito violenza a qualsiasi eta’ e che non hanno mai avuto il coraggio di parlarne, per denunciare e sensibilizzare sulla questione.

E’ l’idea, diventata virale, della giornalista e attivista ucraina Anastasia Melnichenko, che in meno di tre giorni, da un semplice post su Facebook si e’ trasformato in un vero e proprio flashmob online, che ha finito per coinvolgere anche gli utenti russi e di altri paesi dell’ex Unione sovietica, come Georgia, Kazakistan e Bielorussia. Sotto lo slogan #IaNeBoiusSkazat (in italiano ‘io non ho paura di dire’) migliaia di commenti con storie di violenze piccole e grandi spesso dentro le mure domestiche hanno invaso le pagine in cirillico di Facebook. Numerosi anche gli uomini, che si sono uniti per mostrare solidarieta’ anche se non manca chi vede nell’iniziativa solo una campagna pubblicitaria.

Il fenomeno e’ cosi’ massiccio che il quotidiano Kommersant gli ha dedicato un articolo, in cui ha intervistato alcuni esperti e attivisti nel campo sociale e spiegato – tra le altre cose – che uno dei problemi maggiori, per esempio in Russia, risiede ancora nell’alto grado di omerta’ che regna tra le stesse donne rispetto alle violenze subite in casa, considerato un tema tabu’. Solo nella Federazione, sono milioni le donne che subiscono nel silenzio violenze domestiche. Un crimine, pero’, totalmente inesistente nel Codice penale russo. “Il governo non e’ interessato a questo tema – ha denunciato e Maria Mokhova, capo del centro per le vittime di abusi sessuali ‘Siostri’ (sorelle) – e non ci sono statistiche ufficiali attendibili a riguardo”. Alla Duma di Stato una legge in questo senso e’ stata discussa a lungo ma mai adottata. Stando ai dati della Commissione nazionale indipendente russa per i diritti delle donne, ogni anno le vittime di violenza sessuale nella Federazione sono 30-50.000. Secondo i sondaggi, citati dalla tv indipendente Dozhd, il 22% delle donne russe e’ stato vittima di stupro, ma solo il 12% si e’ rivolto alle forze dell’ordine. I casi di violenza sessuale che arrivano in tribunale sono appena il 3%. La Ong ‘Soprotivleniye’ (Resistenza) che si occupa di assistenza alle donne ha denunciato un “urgente bisogno” di un quadro legale e in particolare di una fitta rete di centri di assistenza in tutto il Paese.

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