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In Veneto un pensionato su 3 fa da ammortizzatore sociale

VENEZIA – Una volta i figli contribuivano al bilancio familiare grazie a lavori solidi e ad entrate sicure; ora tocca ai “nonni”, ovvero a pensionati, venire incontro a figli e a nipoti, che troppe volte non riescono a cavarsela da soli.

E’ il quadro che emerge da una indagine dello Spi Cgil del Veneto, che ha distribuito un questionario a oltre 500 pensionati veneti con un assegno previdenziale superiore ai mille euro netti al mese. In pratica, un pensionato veneto su tre – e nello specifico il 98% degli anziani veneti con un reddito superiore ai 1.500 euro lordi mensili – si propone come l’ammortizzatore sociale della famiglia, anche se in possesso di un assegno mensile non proprio da “nababbi”. Quasi il 100% degli anziani intervistati vede negativo o incerto il futuro dei pensionati sia in Veneto che in Italia. Analizzando nel dettaglio i dati, emerge che il 55,5% dei pensionati over 1000 euro netti al mese aiuta sempre figli e nipoti a livello economico. Un altro 19,7% lo fa, ma non sempre, mentre un restante 22,8% aiuta i familiari, ma di rado. Solo il 2% dei pensionati coinvolti nel questionario afferma di non dare una mano in questo senso a figli e nipoti. Di contro, il 92,5% del campione coinvolto nell’indagine non ha mai avuto bisogno dell’aiuto economico di figli o nipoti, il restante 7,5% è stato aiutato, ma solo in rari casi. Circa trequarti degli anziani veneti con un assegno superiore ai mille euro netti al mese considera la propria pensione dignitosa, anche se le spese sono tante. Quelle più influenti sono la spesa al supermercato e le bollette, poi le spese mediche, e quelle per la casa (affitto e/o condominio). Per il carrello della spesa il 44,5% del campione intervistati investe più di 300 euro al mese, il 29,5% spende fra i 200 e i 300 euro e il restante 26% fra i 100 e i 200 euro. Anche le bollette di luce e gas si fanno sentire sul bilancio mensile. Più di 7 anziani su 10 pagano oltre 500 euro all’anno (in questo caso la cifra si riferisce a un anziano che vive da solo). I pensionati, si sa, sono anche persone oculate, quindi c’è un 13,5% di loro che riesce a contenere i costi delle bollette al di sotto dei 300 euro all’anno. “Come emerge dai dati del questionario – commenta Rita Turati, segretaria generale dello Spi Veneto – molti pensionati rappresentano un vero e proprio ammortizzatore sociale per figli e nipoti alle prese con un mondo del lavoro sempre più precario e incerto. Questo dimostra che non esiste alcuno scontro generazionale, semmai è vero l’esatto contrario. Ciò non toglie che le persone anziane non vivano certo in modo agiato, anche considerando che una pensionata su due e un pensionato su quattro, in Veneto, prendono meno di mille euro lordi al mese. Ma in un periodo in cui il lavoro non garantisce un reddito dignitoso a molte famiglie, la pensione rappresenta una ‘certezza’ che può essere d’aiuto anche per figli e nipoti”.

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