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Turchia.Erdogan contro gli USA. E se fosse una messinscena?

ISTANBUL –  Dopo il golpe fallito contro il presidente Recep Tayyip Erdogan, ora è tempo della drammatica conta delle vittime. Secondo il primo ministro Binali Yildrim, sarebbero 161 le vittime tra i lealisti, mentre 104 tra i golpèisti, mentre i feriti sarebbero saliti a 1.440. Inoltre salgono anche gli arresti, almeno 3000 in tutto il Paese. 

Tutto questo dopo ore di caos nel Paese in cui ci sono stati scontri a fuoco, esplosioni e decine di morti e feriti. Nella notte almeno 17 agenti di polizia sono stati uccisi dai golpisti ad Ankara e la situazione sembra non essere ancora totalmente sotto controllo.

Erdogan, in questo delicato frangente, torna a scagliarsi contro gli Stati Uniti per la loro alleanza con i curdi siriani contro i jihadisti dell gruppo “Stato islamico”. Il presidente turco ha già lanciato l’aut aut agli Stati Uniti: o con la Turchia oppure con i curdi siriani del Partito dell’Unione Democratica del Kurdistan (PYD). “America, non sei certo tu a doverci spigare cosa sono il Pkk, il Partito dell’Unione Democratica del Kurdistan (PYD) o l’Unità di Protezione popolare (YPG). È proprio perchè fino a oggi non avevi idea di chi fossero che la regione si è trasformata in un bagno di sangue”, ha detto Erdogan in un discorso tenuto ad Ankara.

Nel frattempo arriva l’opinione sull’accaduto da parte di Claudio Monge, frate domenicano ad Istambul e consultore di Bergoglio al Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Un colpo di Stato andato fallito che  sa tanto di caricaturale per le modalità con cui si è sviluppato, finendo nell’arco di poche ore”. Questa la chiave di lettura di Monge. “Per la verità – aggiunge – non ci sono tanti elementi per giudicare il tentativo di colpo di  Stato, tuttavia, quello che si è visto nella notte fa pensare ad una cosa caricaturale. Quattro ore pesantissime, con elicotteri e caccia sulle nostre teste e poi tutto è rientrato. Se veramente si è trattato di una messa in scena, sarebbe ancora più grave di un colpo di Stato fallito. La tensione continuerà ad aumentare”.

All’ipotesi del golpe annunciato non crede padre Monge. “Escluderei che fosse prevedibile – osserva -. Non c’erano le condizioni per un cambiamento politico. Vista la situazione attuale, dunque, se il golpe dei militari era nell’aria ed è fallito, c’è da chiedersi quale sia stato il livello di valutazione”.

Il frate domenicano guarda con preoccupazione al silenzio del mondo intellettuale. “Il punto è – dice padre Monge – che si sta letteralmente falciando il mondo intellettuale. Chi ancora resiste, vive con paura. Molte università sono sotto controllo e in tanti già se ne sono andati non credendo nel futuro del Paese”.

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