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Turchia. Continua l’epurazione violenta di Erdogan

72 nuovi arresti, chiusi 130 media, 1684 soldati congedati

ANKARA – Continua l’epurazione del governo di Erdogan, nonostante le denunce delle organizzazioni umanitarie, come Amnesty, che ormai parlano di cancellazione dei diritti umani.

Oggi le autorità turche hanno eseguito 72 nuovi arresti per presunta affiliazione alla rete del predicatore Fethuallah Gulen, accusato di essere l’ispiratore del fallito golpe del 15 luglio. Lo riporta il quotidiano filo-governativo Sabah, il quale spiega che tra gli arrestati ci sono anche un ex governatore e un ex capo della polizia della provincia nord-occidentale di Bursa.

Come spiega l’agenzia Dogan, tra gli arrestati nella provincia di Bursa ci sono anche l”ex governatore Sahabettin Harput e l’ex capo della polizia della provincia, Ali Osman Kaya. I due sono stati trasferiti alla direzione per la sicurezza nazionale di Istanbul. Già in passato Harput, che è stato governatore di Bursa per sei anni e mezzo, è finito nel mirino del governo per aver ceduto un edificio pubblico a un ospedale appartenente alla rete di Gulen. Tra gli arrestati nel corso dell”operazione, che è ancora in corso, ci sono anche numerosi imprenditori. 

E non finisce qui. Il pugno duro del governo turco si abbatte non solo sui giornalisti (89 colpiti da ordine di arresto), ma anche su media e testate. In base a quanto riportato dal quotidiano Hurriyet sarebbero 130 i media chiusi perche’ accusati di far parte della struttura parallela del magnate e imam Fetullah Gulen, ritenuto la mente del tentato golpe di stato del 15 luglio. Nello specifico si tratta di 3 agenzie, 16 canali televisivi, 23 radio, 45 quotidiani, 15 riviste e 29 case editrici. Tra i quotidiani chiusi spiccano i nomi di Zaman e Taraf, il primo in particolare per anni e’stato il quotidiano piu’ letto nel Paese.  

Colpiti anche i militari per un totale di 1684 soldati, di cui 149 tra generali e ammiragli,  congedati dall’esercito turco. L’accusa per tutti e’quella di avere legami con la organizzazione di Fetullah Gulen, magnate e ideologo islamico residente negli Usa, principale sospettato di essere la mente del colpo di stato. Il terremoto ha colpito in particolare l’esercito con il licenziamento di 87 generali e 256 ufficiali, silurati in seguito alla proclamazione dello stato di emergenza. Rivoluzione in corso anche per la Marina, dove 32 ammiragli, 59 ufficiali e 63 funzionari sono stati congedati, mentre in Aeronautica sono 30 generali, 314 funzionari e 117 ufficiali senza incarico hanno perso il posto. Il medesimo decreto porta sotto il controllo del ministero dell’Interno la gendarmeria e la guardia costiera. Altri due generali stanno dato le dimissioni questa mattina, appena prima che si riunisse il Consiglio Generale delle Forze di Terra.   

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