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FIUGGI (nostro inviato) Al  Fiuggi Film Festival un film contro corrente “The weather inside”, alla lettera “Il clima interiore”, di Isabelle Stever, capace di sferrare un attacco alle organizzazioni che prestano aiuti umanitari alle popolazioni in zone di guerre. 

La protagonista, un alto funzionario, raccoglie fondi partecipando a feste a base di cocaina e altre amenità,  oltre che stordirsi con l’ alcool. Ovviamente le raccolte di denaro sono ben lontane dal coprire le spese  per la suite prestigiosa, con solo antiquariato nell’hotel più lussuoso, per  abiti firmati e bizzarrie varie,  coperte sempre dall’organizzazione umanitaria. Lo sfarzo è così ostentato, sbattuto in faccia allo spettatore, da risultare irritante. Viene voglia di  gridare: “Quei soldi dovresti usarli per aiutare chi ha perso tutto!”.

L’ambasciatore inglese poi chiede alla protagonista di sostenere il figlio a portare avanti un progetto destinato al fallimento, solo per ottenerne i cospicui fondi, senza preoccuparsi di chi è nel reale bisogno. Insomma, organizzazioni internazionali costituite al solo scopo di fare denaro sulla pelle delle popolazioni in difficoltà, per permettere a un’elite privilegiata di condurre una vita dedita all’eccesso.

Il film denuncia di Isabelle Stever si pregia di una regia elegante, attenta ai particolari che “suggerisce” senza mai esporre. Il lusso sfrenato, nel quale si muovono i funzionari dell’organizzazione umanitaria, è costruito da inquadrature quasi sempre fisse, movimenti di macchina rari e moderati. Inquadrature che sembrano dipinti, perfette nella fotografia, nei colori, nella prospettiva. Il gusto estetico per l’immagine della Stever è talmente alto e raffinato che potrebbe persino distrarre dalla storia raccontata. Emblematica la scena finale nella quale la protagonista, in un elegantissimo abito da sera, seduta su una jeep, prende una coperta dell’organizzazione umanitaria e si copre le spalle. Perché solo coloro che fanno parte possono beneficiare del fiume di denaro speso, quella è la loro coperta d’oro che non lasceranno mai.

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