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Affitti sempre più cari per gli studenti. Peggio dell’usura


ROMA – Come ogni anno nei mesi di agosto e settembre gli studenti universitari devono far fronte al caro affitti, emergenza nazionale aggravata dall’assenza di politiche pubbliche per il calmieramento degli affitti e di investimenti per l’apertura di residenze nelle città universitarie. 

Quest’anno i dati pubblicati da immobiliare.it registrano un incremento medio dei canoni locativi del 4%, frutto della speculazione edilizia e di una ormai strutturale mancanza di politiche abitative studentesche nel nostro Paese.

Da anni il Coordinamento Universitario LInk denuncia che il numero di posti alloggio per fuori sede è gravemente insufficiente a coprire gli idonei al servizio di alloggio, come ribadisce Andrea Torti, coordinatore nazionale di Link: “infatti secondo il rapporto sulla condizione studentesca del CNSU, i beneficiari di posto alloggio rappresentano il 30% rispetto agli idonei.”

“Gli studenti fuori sede sono quindi costretti a sostenere costi altissimi soprattutto per coprire le spese per l’alloggio, – prosegue Andrea Torti – e spesso evitano di allontanarsi dalla sede o addirittura viene meno la possibilità di proseguire il percorso formativo oltre il primo livello. Indice di questa tendenza è il continuo aumento di studenti pendolari soprattutto tra gli studenti in condizione socio economiche svantaggiate. Nel contesto europeo l’Italia, rappresenta il secondo paese con la più alta percentuale, di studenti che vive in casa con i genitori. Infatti, secondo i dati di Eurostudent.eu il 75% degli studenti italiani rimane nel nucleo abitativo familiare contro il 24% della Germania, il 34% della Francia.

“E’ inaccettabile – conclude Andrea Torti, coordinatore nazionale di Link – Coordinamento Universitario- che gli studenti e le famiglie debbano sostenere, per un posto letto, una media di 350 euro di affitto, e che i governi da anni non prevedano misure sostanziali per una copertura adeguata dei posti alloggio e anzi continuino con le politiche di smantellamento del diritto allo studio universitario.
E’ per questo che da mesi stiamo raccogliendo le firme per presentare All In – una legge di iniziativa popolare sul diritto allo studio universitario, che chiede un aumento dei finanziamenti al diritto allo studio e investimenti sostanziali in politiche abitative per gli studenti.
Chiediamo che gli enti locali e regionali riconvertano gli immobili abbandonati delle nostre città in studentati e posti alloggio, la requisizione dello sfitto per calmierare i canoni d’affitto e l’abolizione del canone libero in favore dei contratti a canone concordato.”

La difficoltà economica e la mancanza strutturale di servizi abitativi per gli studenti a causa del progressivo definanziamento del diritto allo studio, ha ricadute dirette e preoccupanti sulla possibilità da parte degli studenti di poter scegliere e autodeterminare percorsi formativi e di vita.

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