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Pil. Italia a crescita zero, la crisi c’è

Codacons: il governo pensi più alle famiglie che alle banche

ROMA – I numeri parlano chiaro ancora: infatti nel secondo trimestre del 2016 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, e’ rimasto invariato rispetto al trimestre precedente ed e’ aumentato dello 0,8% nei confronti del secondo trimestre del 2015.  

In pratica la domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,1 punti percentuali alla variazione del Pil: si registrano contributi nulli per i consumi delle famiglie e delle Istituzioni sociali private (Isp) e per gli investimenti fissi lordi e un contributo negativo (-0,1 punti percentuali) per la spesa della Pubblica amministrazione. 

Il Pil mostra una frenata rispetto ai trimestri precedenti, tornando alla stazionarieta’ dall’ultimo trimestre 2014 (+0,4% nel primo trimestre 2015, +0,2% nel secondo, +0,3% nel terzo, +0,2% nel quarto). Il valore aggiunto registra incrementi congiunturali nell’agricoltura (0,5%) e nei servizi (0,2%), mentre diminuisce (-0,6%) nell’industria. All’interno dei servizi si rilevano settori in flessione e settori in espansione: incrementi significativi riguardano le attivita’ professionali e di supporto (0,5%) e quelle del comparto del commercio, trasporto e alloggio (0,4%); all’opposto, il calo piu’ marcato riguarda le attivita’ finanziarie e assicurative (-0,6%). Nello stesso periodo, il Pil e’ aumentato in termini congiunturali dello 0,6% nel Regno Unito, dello 0,4% in Germania e dello 0,3% negli Usa, mentre e’ rimasto invariato in Francia. In termini tendenziali: +2,2% nel Regno Unito, +1,7% in Germania, +1,4% in Francia e +1,2% negli Stati Uniti. Nell’Area Euro e’ aumentato dello 0,3% sul trimestre e dell’1,6% su anno.  

Codacons, governo stecca previsioni, crisi non molla 

I dati sul Pil diffusi oggi dall’Istat rappresentano “una bastonata per il Governo italiano, che ha letteralmente steccato sulle previsioni relative al Pil, il cui incremento tendenziale era fissato all’1,2%”. Lo afferma il Codacons in una nota commentando i dati sul secondo trimestre. “E’ evidente che l’Italia non riparte e che la crisi economica non ha affatto abbandonato il nostro Paese – afferma il presidente Carlo Rienzi – Il Governo Renzi farebbe bene a pensare alle famiglie piu’ che alle banche, perche’ solo attraverso misure di sostegno ai consumi e alla domanda interna sara’ possibile uscire definitivamente da una crisi che continua a far sentire i suoi effetti sull’economia italiana”. 

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