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Terremoto, Comune Amatrice querela Charlie Hebdo

RIETI- Dopo il lutto e il dolore arriva la rabbia.

Il Comune di Amatrice ha depositato questa mattina la denuncia-querela relativa alla vicenda delle vignette pubblicate dal periodico satirico francese Charlie Hebdo. Il caso era esploso il 2 settembre, quando Charlie Hebdo aveva pubblicato due vignette sulle vittime del terremoto in centro Italia. “Sisma all’italiana: penne al pomodoro, penne al gratin, lasagne” era la didascalia a corredo di un disegno che mostrava due superstiti insaguinati e feriti, accostati rispettivamente alle penne al pomodoro (il sangue) e al gratin (le ferite), e una pila di morti sepolti da macerie, in un’immagine che ricorda gli strati delle lasagne. La vignetta, firmata dal vignettista Felix, aveva scatenato moltissime reazioni negative sui social network. Ma il settimanale aveva risposto alle polemiche con una seconda vignetta. Nel disegno si vedeva un uomo ancora vivo ma ferito in mezzo alle macerie.

A commento la scritta: “Italiani, non è Charlie Hebdo che costruisce le vostre case, è la mafia”.Già allora il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, aveva criticato duramente le vignette ed espresso la volontà di sporgere querela. “La satira è una cosa e l’insulto alla comunità è un’altra. A tutto c’è un limite. Sono esterrefatto”, aveva detto Pirozzi. Oggi la conferma che la querela per diffamazione aggravata è stata presentata in procura. Il sindaco ha ritenuto che fosse una cosa doverosa nei confronti delle tante vittime – spiega a LaPresse l’avvocato del Comune Mario Cicchetti -. Si tratta di un macabro, insensato e inconcepibile vilipendio delle vittime di un evento naturale. Gli estremi per una querela ci sono anche perché la diffamazione è un reato previsto anche dalla Francia. La satira è un diritto inviolabile ma deve essere limitata dal vincolo della contingenza mentre queste vignette sono un’aggressione gratuita alla sfera morale delle vittime. Inoltre la competenza territoriale è italiana in quanto quello contestato è un reato cosiddetto di ‘evento’, quindi che si verifica non al momento della pubblicazione ma con la sua ‘percezione'”.Intanto questa mattina il vicepresidente del Cms, Giovanni Legnini, ha partecipato a un incontro in procura a Rieti.

Legnini ha annunciato che, in accordo con la Protezione Civile, è stato deciso di effettuare in tempi rapidi la consulenza tecnica sulle cause dei crolli in modo da consentire la rimozione delle macerie e far partire la ricostruzione. “Le procure stanno operando nel modo migliore – ha detto – perchè la gente che ha riportato gravi danni dal terremoto ha diritto ad avere giustizia. Per questo servono indagini mirate, selettive che mirino a obiettivi precisi”. Da parte sua, il procuratore generale Salvi ha ribadito che “è stato definito e concordato uno scadenzario per quando riguarda la collaborazione con la Protezione civile per liberare rapidamente gli edifici sottoposti a sequestro. E’ già concordato, si tratta solo di metterlo in atto”.Nel corso del vertice sono stati affrontati i diversi aspetti legati all’organizzazione del lavoro che prevede l’esame di migliaia di carte e documenti relativi alle progettazioni delle case e alle autorizzazioni, in fase di sequestro da parte del pool dei pm reatini Cristina Cambi, Raffaella Gammarota, Rocco Maruotti, Lorenzo Francia. Al vertice hanno preso parte il primo presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Canzio, alcuni membri del Consiglio superiore della magistratura, i procuratori della repubblica di Rieti e Ascoli, il procuratore generale presso la Corte di Appello di Roma, Giovanni Salvi, nonchè i presidenti dei distretti di Roma e Ancona.

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