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Dati Ocse. L’80% degli universitari senza sussidio

ROMA – “I dati pubblicati oggi dall’OCSE disegnano un quadro drammatico per l’istruzione nel nostro Paese.

L’attenzione degli analisti si concentra non tanto sui dati assoluti, che vedono il nostro Paese ultimo in Europa, superato anche dalla Polonia, per numero di giovani laureati ma sulla tendenza che sta portando il nostro sistema di istruzione giù da un burrone in una fase di crisi economica che imporrebbe maggiori risorse su istruzione e ricerca per superare l’attuale modello di sviluppo.” E’ quanto dichiara Andrea Torti, coordinatore di LINK Coordinamento Universitario.

La spesa pubblica per l’istruzione in Italia è diminuita del 14% tra il 2008 e il 2013, facendo contro una contrazione degli altri settori pubblici anche inferiore del 2%.

“Questi dati – rammenta Torti – certificano ancora una volta che la progressiva riduzione alla spesa in istruzione e ricerca è una precisa scelta politica che si ripercuote sempre più sulla dispersione scolastica e sul numero di laureati, su questo versante l’Istat ha appena certificato che alla riduzione di un quinto di immatricolazioni in dieci anni, nel 2015 inizia a calare, per la prima volta dal 1945 il numero di laureati” –  Andrea Torti, che continua: “Il rapporto OSCE certifica anche come la riduzione di finanziamenti pubblici abbia portato a sempre maggiori esborsi da parte degli studenti, il nostro Paese è collocato al nono posto per tasse universitarie più alte, con una crescita significativa negli ultimi anni.”

“Per invertire la rotta e fermare questo esodo dalle università” conclude Torti “abbiamo scritto una Legge di Iniziativa Popolare dato vita, insieme a tante associazioni e movimenti, alla campagna “All-In 50.000 firme per il diritto allo studio per costringere la politica ad affrontare questo tema e dare la giusta importanza anche in Italia all’istruzione universitaria” 

http://www.allindirittoallostudio.it/

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