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Mafia Capitale, Cantone testimonia in aula

ROMA – Raffaele Cantone protagonista della nuova udienza del processo ‘Mafia Capitale’.

Il presidente dell’Autorità anticorruzione è stato citato come testimone da uno dei principali imputati, il cosiddetto ‘ras delle cooperative’ Salvatore Buzzi. Cantone nella primavera scorsa ha concluso la sua ispezione sugli anni di gestione 2012-2014, e secondo quanto riferito anche da diversi organi di stampa non ci sarebbe stato alcun settore dell’amministrazione capitolina, guidata prima da Gianni Alemanno e poi da Ignazio Marino, che non sia stata attraversato da irregolarità. Dalla manutenzione delle strade ai servizi per i disabili, dagli ospizi agli affitti delle case, dalla macellazione della carne alla tutela del verde pubblico, dall’acquisto di nuovi software alla gestione dei canili.

“L’indagine – si legge nel dossier – ha rivelato la sistematica e diffusa violazione delle norme. Ha palesato il ricorso generalizzato e indiscriminato a procedure prive di evidenza pubblica, con il conseguente incremento di possibili fenomeni distorsivi che agevolano il radicarsi di prassi corruttive”. Il rapporto di 15 pagine a suo tempo è stato inviato sia alla procura che alla Corte dei conti.

Secondo Cantone la gestione dei contratti stipulati da Roma Capitale “non è conforme ai principi di buon andamento e di imparzialità dell’amministrazione sanciti dall’articolo 97 della Costituzione” e tutto ciò impatta negativamente sulla qualità e sui costi dei servizi. Ad esempio le coop che operano nel sociale – ha detto l’Anac – nel triennio 2012-2014 hanno avuto “un esorbitante numero di affidamenti di cospicuo valore economico avvenuti in gran parte in forma diretta, a conferma del mancato rispetto dei principi basilari di concorrenza, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità”. Cantone viene sentito come teste. Nel processo sono imputate 46 persone. Lo stesso Buzzi oltre che Massimo Carminati e diversi altri sono ancora in regime di custodia cautelare in carcere. Due i provvedimenti restrittivi che sono poi sfociati nel processo, uno a dicembre 2014 e la successiva a giugno 2015. Sinora sono state svolte oltre 60 udienze. Il calendario per l’ascolto dei testi arriva sinora fino a dicembre. Molte delle difese hanno rinunciato a diversi testi ed il numero complessivo delle persone che dovranno comparire in aula si è sensibilmente ridotto.

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