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ROMA – Oggi centinaia di volontari di Greenpeace Italia hanno simbolicamente installato riproduzioni di pannelli fotovoltaici in venti città italiane, per sensibilizzare i cittadini sui vantaggi dell’energia solare e chiedere al governo un impegno concreto in fatto di rinnovabili. Un’attività organizzata nell’ambito della campagna “Accendiamo il sole”, lanciata lo scorso giugno in occasione dei 30 anni di attività di Greenpeace in Italia.

Proprio grazie al crowdfunding legato a questa campagna, in appena due settimane si è raccolto quanto necessario a regalare all’isola di Lampedusa un impianto fotovoltaico da 40 kW. Questo impianto – che verrà consegnato nelle prossime settimane – oltre a permettere di produrre energia pulita, consentirà al Comune un risparmio totale di circa 200 mila euro. Inoltre, si eviterà l’immissione in atmosfera di quasi 300 tonnellate di CO2, l’equivalente di 1 milione di km percorsi in auto.

«Le isole italiane non connesse alla rete elettrica nazionale come Lampedusa sono oggi un esempio di spreco. Nonostante siano ricche di sole e vento, queste meraviglie del Mediterraneo infatti producono la quasi totalità della propria energia dal petrolio, gravando sulla bolletta di tutti noi per oltre 60 milioni di euro l’anno», spiega Luca Iacoboni, responsabile campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia. «Riteniamo che non si debbano più impiegare soldi pubblici per incentivare fonti fossili e inquinamento. Per questo chiediamo al ministro Calenda di modificare questo sistema, avviando le nostre isole verso un futuro 100% rinnovabile, rendendole così un modello di sviluppo da imitare nel mondo».

L’impianto di Lampedusa è parte di un progetto completamente approvato e autorizzato da oltre un anno, ma bloccato per lungaggini burocratiche che hanno causato la perdita dei fondi necessari per finanziarne la costruzione. Sbloccando questa situazione, Greenpeace ha voluto fare anche un gesto concreto per denunciare l’eccesso di burocrazia, una delle più grandi barriere che ostacolano oggi lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia.

Nei mesi scorsi Matteo Renzi ha dichiarato a più riprese di voler raggiungere il 50% di elettricità da fonti rinnovabili entro fine legislatura. Secondo Greenpeace, se il premier vuole davvero raggiungere tale obiettivo, deve seguire una semplice strada: permettere a tutti i cittadini di produrre la propria energia.

«L’esempio di Lampedusa non è valido solamente per le isole, ma dovrebbe essere replicato in tutto il Paese, su edifici comunali e scuole, oltre che sui tetti delle case di tutti i cittadini», continua Iacoboni. «La potenzialità dell’energia solare in Italia è enorme, così come cospicui sono i risparmi in termini economici che si possono ottenere per i cittadini. Ad oggi però il governo sta mettendo in ginocchio l’intero settore delle energie rinnovabili, e in particolare quello dei piccoli produttori, con provvedimenti come la riforma della tariffa elettrica», conclude.

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