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ROMA – “La grande e compatta adesione dei naviganti Alitalia Sai e Cityliner allo sciopero indetto da USB insieme Anpac e Anpav, è la migliore risposta alla sovrabbondanza di polemiche e attacchi da parte della dirigenza e di alcuni organi di stampa.

Un dato inequivocabile, con più di 300 voli cancellati, dimostra anche al governo che ha banalizzato la protesta valutandola rispetto a questioni di merito indicate come “marginali”, il malessere profondo nelle relazioni, nel riconoscimento della rappresentanza e nella gestione delle categorie. Emerge quindi un’opposizione di metodo e di contenuti che non può essere derubricata come la solita vecchia storia della protesta dei “privilegiati”.” E’ quanto riporta il sindacato Usb trasporto aereo, riferendosi allo sciopero del 22 settembre..

“Lo stesso giorno, in una situazione sicuramente ben più complicata, anche i naviganti Meridiana iscritti a USB hanno battuto un colpo a valle del drammatico e disastroso esito degli accordi di giugno sottoscritti da tutti fuorché da noi e APM. Uno sciopero che ha visto ritardi e cancellazioni nonostante le centinaia di licenziamenti già effettuati e in un clima tutt’altro che favorevole. Segno anche questo, della resistenza in una situazione grave dove, ricordiamo, a fronte del taglio del salario del ccnl non si è salvato neanche un posto di lavoro mentre si è aggiunta la scomparsa di diritti individuali e acquisiti. 

Il 22 settembre USB ha anche partecipato al presidio presso la sede centrale dell’INPS a Roma, dove si è svolta la riunione del comitato di gestione del Fondo di solidarietà del settore, insieme alla CUB e altre forze associative impegnate per la ricollocazione del personale ex Alitalia e di tutto il trasporto aereo travolto dalle crisi. Molti lavoratori hanno visto più volte bloccarsi l’erogazione del sostegno economico. I primi a perdere ogni sussidio sono stati quelli del 2008, per proseguire con i licenziati del 2014 e in questo scenario le notizie che provengono dal fondo sono sempre più preoccupanti. Le migliaia di lavoratori che dipendono da questi redditi per vivere, rilanciano la denuncia contro il sistema di mera “gestione dei licenziamenti” fatto attraverso le politiche passive degli ammortizzatori sociali o di accettazione delle crisi per l’amministrazione delle ricollocazioni.”

“Tre vertenze diverse tra loro – continua la nota sindacale – ma che sono il segno del malessere diffuso tra i lavoratori del settore e delle ferite ancora aperte nel dramma occupazionale che si è vissuto in questi anni, nonostante la crescita del trasporto aereo italiano. USB è presente in tutte queste proteste. Da anni denunciamo incessantemente i problemi, organizziamo la resistenza e il dissenso in questo settore, dove invece si preferisce lasciare le cose come stanno e continuare a costruire schemi di relazione sindacali ben lontani dall’effettiva rappresentanza delle organizzazioni confederali. 

Si possono e si devono affrontare i temi sul tappeto, ma bisogna utilizzare quel coraggio, quella politica e quella lungimiranza che finora sono state del tutto assenti. Non ci siamo fermati in questi anni e promettiamo ai lavoratori che si stanno rimettendo in moto, il massimo sostegno e il rilancio di tutte le battaglie.”

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