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Siria. Aleppo, un genocidio. A rischio rottura con la Russia

DAMASCO – Oltre 600mila cittadini siriani rischiano un vero e proprio genocidio ad Aleppo, città nel nord della Siria dal 2012 divisa tra il controllo del regime di Damasco a ovest e quello dei ribelli a est.

 lanciare l’allarme è il portavoce dell’Alto comitato per le negoziazioni (Hnc) Riyad Nassan Agha. Intervistato dall’emittente al Hadath, Agha ha ricordato che circa due milioni di persone stanno vivendo senza la possibilità di avere accesso all’acqua potabile dopo che i caccia siriani e russi hanno bombardato stazioni di pompaggio ad Aleppo. Ieri l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e la Croce Rossa Internazionale ha chiesto l’evacuazione di centinaia di malati e feriti dalla zona orientale.

Nel frattempo si fa sentire con più incisività il rischio di una rottura diplomatica con la Russia. “Io ancora mi auguro che prevalga il buon senso da parte russa e che la Russia collabori nel far smettere Assad nel suo atteggiamento di massacrare il suo popolo”,  ha detto Paolo Gentiloni. “Se non lo farà sarà io credo che inevitabile una rottura drammatica a livello diplomatico internazionale – ha continuato il ministro degli Esteri – salteranno tutti questi tavoli di negoziati con la Russia che tornerà ad essere isolata e tutto per assecondare un dittatore nella via del declino? Io continuo a sperare che sia possibile riprendere quel filo del negoziato”. 

Gentiloni infatti ricorda come si fosse “arrivati molto vicini a New York, abbiamo avuto discussioni di ore e ore con la Russia, alla fine il tavolo è saltato, io ancora mi auguro che riprenda, perché purtroppo una soluzione militare non è alla nostra portata in questo momento”. L’obiettivo quindi, ha spiegato ancora il ministro, è riprendere “l’idea di tregua che con i russi era stata negoziata tre settimane fa”. “I russi non hanno mantenuto l’impegno che sembrava possibile all’inizio di settembre”, aggiunge Gentiloni ribandendo che la “Russia è la leva da usare per mettere fine a questo comportamento di Assad”. 

Ricordando poi che “noi italiani avevamo visto un anno fa l’intervento russo come un possibile rimedio ai problemi della Siria”, Gentiloni ha sottolineato di voler dire “una cosa chiara ai nostri partner russi”. “Che cosa portano a casa con questo atteggiamento?”, si chiede il ministro spiegando come “il tavolo simbolicamente presieduto da Russia ed Usa sulla Siria è tra virgolette un grande successo per Putin dal punto di vista politico – argomenta Gentiloni – Loro perderanno tutto questo se continueranno questo atteggiamento della Russia in Siria ed ad Aleppo non ci sarà più questo ruolo internazionale, la Russia tornerà ad essere completamente isolata e si metterà contro la   comunità sunnita che per altro ha nelle regioni Asia centrale e nella stessa Russia una presenza molto forte”.

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