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Opec. Taglio produzione greggio. Prezzo al barile invariato

ROMA – Petrolio stabilmente sopra quota 48,50 dollari al barile, per il Brent, con un balzo superiore al 6% dopo l’annuncio a sorpresa dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC) che ieri sera ha annunciato un taglio della produzione a 32,5 milioni di barili al giorno.

Il greggio, che a gennaio 2016 era sceso al minimo degli ultimi 5 anni a quota 27 dollari, ha anche superato quota 49 dollari per poi scendere leggermente. La mossa dell’OPEC è giunta a margine del summit informale di Algeri e dovrà ora essere ratificata – secondo quanto ha spiegato il ministro dell’energia del Qatar Mohammed bin Saleh al-Sada – nel corso del vertice che si svolgerà il prossimo 30 novembre a Vienna. Prima di allora servirà un accordo politico circa il nodo delicato della ripartizione delle nuove quote fra i singoli Stati membri. Secondo fonti dell’agenzia Dpa, l’Arabia Saudita avrebbe accettato di tagliare la propria produzione di 500 mila barili al giorno (dagli attuali 10,6 milioni), mentre l’Iran ha accettato di mantenere la sua produzione intorno ai 3,7 milioni di barili, rinunciando a salire a quota 4 milioni (livello toccato prima dell’entrata in vigore delle sanzioni sul programma nucleare di Teheran). 

La risposta dei mercati conferma le speranze dei paesi produttori, le cui finanze – come è il caso dell’Arabia Saudita, costretta ad adottare inediti tagli di bilancio – sono state duramente colpite dalla caduta verticale dei prezzi rispetto al picco di oltre 100 dollari al barile toccato nel 2014. Peraltro il calo delle quotazioni del greggio d’altra parte ha permesso ai membri dell’OPEC di riguadagnare quote di mercato sui produttori nordamericani, i cui costi di produzione sono superiori a quelli del Medio Oriente e che con la crescita della loro attività ha causato l’eccesso di offerta alla base della cadura dei prezzi. 

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