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ROMA – Quelle degli italiani che partono sono vite sempre piu’ complesse, che mettono in luce un nuovo cambiamento epocale a cui stiamo assistendo piu’ o meno consapevoli?, esordisce cosi’ il monsignore Guerino Di Tora, che questa mattina a Roma per la presentazione dell’undicesima edizione del Rapporto “Italiani nel Mondo” realizzato da Fondazione Migrantes di cui lui e’ presidente.

E nel 2015 sono state davvero tante le “vite” che hanno lasciato l’Italia: 100mila persone sono espatriate; un terzo sono giovani dai 18 ai 34 anni. Chi sono? Perche’ lasciano l’Italia? Da dove partono e che destinazione hanno scelto? Il rapporto parte con un dato complessivo: al 1? gennaio 2016 gli iscritti Aire, anagrafe italiani residenti all’estero, sono 4.811.163, il 7,9% dei 60.665.551 residenti in Italia stando al bilancio demografico nazionale dell’Istat (aggiornato a giugno 2016). Dove scelgono di andare? Da gennaio a dicembre 2015 le iscrizioni all’Aire sono state 189.699. Di queste oltre la meta’ il 56,7% sono avvenute per solo espatrio. In altri termini, nell’ultimo anno, 107.529 italiani hanno lasciato il Paese alla volta dell’estero.

Rispetto all’anno precedente si sono registrate 6.232 partenze in piu’. Il 69,2% (quasi 75 mila italiani) si e’ trasferito nel Vecchio Continente: l’Europa, quindi, si conferma essere l’area continentale maggiormente presa in considerazione dai trasferimenti degli italiani che vanno oltre confine, la Germania con i suoi 16.568 italiani e’ la meta’ piu’ ambita. In brusca riduzione, invece, l’America meridionale (-14,9% di variazione in un anno ovvero piu’ -2.254 italiani in meno nell’ultimo anno). Stabile l’America centro-settentrionale e solo 352 connazionali in piu’ in un anno per le altre aree continentali contemplate dall’AIRE (Asia, Africa, Australia, Oceania, Antartide). Chi sono? Su 107.529 espatriati nell’anno 2015, i maschi sono oltre 60 mila (56,1%). L’analisi per classi di eta’ mostra che la fascia 18-34 anni e’ la piu’ rappresentativa (36,7%) seguita dai 35-49 anni (25,8%). I minori sono il 20,7% (di cui 13.807 mila hanno meno di 10 anni) mentre il 6,2% ha piu’ di 65 anni (di questi 637 hanno piu’ di 85 anni e 1.999 sono tra i 75 e gli 84 anni).

Il 60,2% di chi e’ andato all’estero nel 2015 e’ celibe o nubile, il 33,0% e’ coniugato. Da dove partono? Sono partiti da 110 provincie diverse; le regioni la Lombardia, con 20.088 partenze, e la prima regione in valore assoluto seguita da una importante novita’ ovvero il balzo in avanti del Veneto (10.374) che fa scendere la Sicilia (9.823) alla terza posizione – era la seconda nel 2015 – seguita dal Lazio (8.436), dal Piemonte (8.199) e dall’Emilia Romagna (7.644). Un focus sui Millennials Hanno tra i 18 e i 32 anni, sono una generazione istruita in possesso di qualificati titoli di studio post-laurea – corsi di specializzazione, master, dottorati di ricerca, certificazioni delle lingue, programmi di studio per scambi internazionali (Erasmus prima e ora addirittura Erasmus+). Ma al contempo, e paradossalmente, sono anche la generazione piu’ penalizzata dal punto di vista delle possibilita’ lavorative, sono i piu’ esposti alla disoccupazione e vedono l’emigrazione non tanto come una “fuga” quanto piuttosto come mezzo per soddisfare ambizioni e nutrire curiosita’. 43% dei Millennials e’ molto d’accordo nel considerare l’emigrazione come unica opportunita’ di realizzazione (fuga da un paese bloccato e con poche prospettive per i giovani). Il 45,3% e’ abbastanza d’accordo e l’11,7% poco-per nulla d’accordo. 

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