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Donne in manicomio nel regime fascista, immagini e documenti sulle donne ricoverate durante il periodo fascista

“I fiori del male. Donne in manicomio nel regime fascista”

La mostra a Roma fino al 18 novembre 2016

 ROMA – La Casa della Memoria e della Storia di Roma ospita fino al 18 novembre 2016 la mostra I fiori del male. Donne in manicomio nel regime fascista, immagini e documenti sulle donne ricoverate in manicomio durante il periodo fascista, nata dalla volontà di restituire voce e umanità alle tante recluse che furono estromesse e marginalizzate dalla società dell’epoca.

La mostra testimonia di figlie, madri, mogli, spose, amanti: donne vissute durante il Ventennio. Ai volti delle ricoverate sono affiancati diari, lettere, relazioni mediche che raccontano la femminilità a partire dalla descrizione di corpi inceppati e restituiscono l’insieme di pregiudizi che hanno alimentato storicamente la devianza femminile. Durante il regime fascista si ampliarono i contorni che circoscrivevano i concetti di emarginazione e di devianza e i manicomi finirono con l’accentuare la loro dimensione di controllo e di repressione; tra le maglie delle istituzioni totali rimasero imbrigliate anche quelle donne che non seppero esprimere personalità adeguate agli stereotipi culturali del regime o non assolsero completamente ai nuovi doveri imposti dalla ‘Rivoluzione Fascista’.

Alle immagini, esposte nella mostra, sono state affiancate le parole: quelle dei medici, che ne rappresentarono anomalie ed esuberanze, ma anche le parole lasciate dalle stesse protagoniste dell’esperienza di internamento nelle lettere che scrissero a casa e che, censurate, sono rimaste nelle cartelle cliniche. Il manicomio, in questo senso, è stato un osservatorio privilegiato dal quale partire per analizzare i modelli culturali – di matrice positivista – che hanno storicamente contribuito a costruire la devianza femminile e che durante il Ventennio furono ideologicamente piegati alle esigenze del regime. Il lavoro di ricerca e di valorizzazione condotto su questi materiali ha permesso di recuperare una parte fondamentale della nostra memoria e di restituirla alla collettività.

 La mostra ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le attività culturali e del turismo e della Regione Abruzzo. Le fotografie e i documenti al centro del percorso espositivo provengono in larga parte dall’archivio storico del manicomio Sant’Antonio Abate di Teramo.

La mostra, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale Dipartimento Attività Culturali e Turismo, è a cura di Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante, promossa dall’Irsifar e realizzata dalla Fondazione Università degli Studi di Teramo in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Teramo e l’Archivio di Stato di Teramo.

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