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ROMA – I lavoratori del trasporto aereo  parteciperanno il prossimo 21 ottobre allo sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base  ed alla manifestazione nazionale “No Renzi Day” di sabato 22 ottobre.

Lo sciopero generale, indetto per l’occupazione, il lavoro e lo stato sociale, contro le politiche economiche del governo Renzi dettate dalla UE; per la difesa e l’attuazione della Costituzione ed il NO al Referendum, vedrà iniziative in tutti i territori.  All’aeroporto di Roma Fiumicino, si terrà un presidio al Terminal 3 partenze dalle ore 10.00.

Il personale navigante e operativo si fermerà dalle ore 00.00 alle ore 23.59 del 21 ottobre con il rispetto delle fasce e dei voli garantiti. I lavoratori normalisti o non operativi incroceranno le braccia per l’intero turno.

Il Trasporto Aereo è un settore in espansione, con un numero di passeggeri in costante crescita (159 milioni nel 2015), più tonnellate di merci fatte decollare (941 tonnellate nello stesso anno) e gli aeroporti diventati il principale sedime produttivo del territorio che occupano.
Nonostante questi dati, la realtà del Trasporto Aereo è quella di migliaia di licenziamenti, di precarietà senza controllo, di un sistema di appalti e sub-appalti senza regole, di tagli ai salari, ai diritti contrattuali e alle tutele sociali che sono andati di pari passo con quelli alla salute e alla sicurezza dei lavoratori.


Un sistema in cui l’immagine e  il profitto sono  al primo posto e un mercato massificato e liberalizzato, che ha fatto della produttività e della flessibilità il proprio dogma indiscutibile ed invece di produrre ricchezza e lavoro sta divorando tutto e tutti. Sono infatti oltre 15.000 i posti di lavoro polverizzati negli ultimi anni, a cui si aggiunge tutto l’indotto:  dalle attività commerciali, alla ristorazione, che nonostante il progetto generale di sviluppo degli aeroporti, sempre più simili a centri commerciali, vivono uno stato d’incertezza costante dovuto al sistema delle concessioni aeroportuali.


L’USB da anni si batte per rivendicare  un sistema di regole e di controlli che garantiscano che questa filiera produttiva in cui lavorano circa 60.000 addetti diventi un luogo in cui al primo posto ci sono i diritti, il lavoro e la sicurezza.

Il 21  e il 22 ottobre per il No al profitto che sta divorando il settore e il No sociale al Referendum costituzionale e contro le politiche del governo Renzi.

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