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ROMA  – Donald Trump ha offerto il ruolo di consigliere per la sicurezza nazionale a Michael Flynn. Generale dell’esercito in pensione, 57 anni, ha guidato la Defense Intelligence Agency sotto Barack Obama ed è stato molto critico nei confronti della sua amministrazione sulla guerra contro l’Isis.

Per mesi ha aiutato il presidente eletto degli Stati Uniti a colmare il suo vuoto di conoscenze ed esperienza in politica estera e nel settore della sicurezza nazionale. Per i media statunitensi, era stato anche tra i nomi presi in considerazione per il ruolo di vicepresidente. Cresciuto in una famiglia “molto democratica”, Flynn è registrato come elettore democratico ed è favorevole all’aborto. Durante la prima notte della convention repubblicana di quest’anno, è stato uno degli oratori principali e più convincenti, affermando che la minaccia posta dall’Isis deve essere contrastata con un’azione più aggressiva delle forze militari statunitensi e che Washington dovrebbe collaborare di più con la Russia. Proprio la sua vicinanza alla Russia lo ha esposto a critiche in patria: Flynn è apparso regolarmente sulla televisione di Stato in lingua inglese Russia Today e una volta ha partecipato a un gala della tv, sedendo a due posti dal presidente Vladimir Putin.  

A febbraio, il generale ha scritto su Twitter che “la paura nei confronti dei musulmani è razionale”; una frase che non stupisce, visto che è stato costretto a lasciare la guida della Defense Intelligence Agency, nel 2014, perché era l’unico a considerare gli Stati Uniti meno al sicuro di quanto fossero prima degli attacchi dell’11 Settembre, e che è convinto che la sharia (la legge islamica) si stia diffondendo negli Stati Uniti. Come consigliere, secondo il New York Times, avrebbe convinto Trump che gli Stati Uniti sono in una “guerra mondiale” contro i militanti islamici. Il generale non avrebbe ancora accettato l’incarico, per cui non serve il via libera del Senato. Si sono già alzate voci critiche, tra cui quella dello Human Right Watch, secondo cui Flynn avrebbe mostrato “un profondo disprezzo per i diritti umani e le leggi di guerra”. I dubbi sulla sua figura, però, sono anche di altro tipo: secondo il reporter Michael Isikoff, Flynn avrebbe cominciato a ricevere informazioni classificate relative alla sicurezza nazionale statunitense la scorsa estate, come membro della squadra di Trump, continuando a gestire la propria società di consulenza, la Flynn Intel Group, con cui offre servizi d’intelligence a clienti stranieri; tra questi, ci sarebbe stata anche un’azienda di un facoltoso uomo d’affari turco, molto vicino al presidente Recep Tayyip Erdogan. 

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