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Incredibile Istat: migliora la vita delle famiglie?

ROMA – Certo che bisogna averne di coraggio per diffondere questo falso ottimismo.

L’Istat probabilmente ha la stessa visione del governo di Matteo Renzi: va tutto bene, non c’è da preoccuparsi. Infatti, nonostante le recenti stime confermino esattamente il contrario, oggi l’Istat afferma che nel 2016 c’è stato un miglioramento delle stime relative al giudizio delle famiglie italiane sulla soddisfazione per le condizioni di vita. “Rispetto al 2015 – si legge nella nota – migliorano i dati campionari sulla percezione della situazione economica di famiglie e individui, mentre è stabile la soddisfazione per gli aspetti relazionali (famiglia e amici), la salute e il tempo libero. In lieve aumento anche la soddisfazione degli occupati per il lavoro”.

Insomma, anche il più disincantato osservatore della vita capirebbe che c’è una grossa incongruenza sui dati snocciolati dall’istituto di ricerca e le reali condizioni in cui versano gli italiani. Vale la pena citare l’ultimo rapporto uscito dalla Caritas, che evidentemente ha un polso della situazione più vicina rispetto alle indagini Istat, il quale  parla di un bambino su tre sulla soglia della povertà. Tutte invenzioni? Pare proprio di no. Forse per questo l’Istat ha intervistato anche i ragazzini di 14 anni, che si dicono soddisfatti della propria condizione economica. Un dato davvero paradossale che apre qualche dubbio sul campione intervistato, visto la giovanissima età.

Ma basta pensare alla stima sempre dell’Istat del luglio 2015, nella quale si parla di famiglie in povertà assoluta pari a 1 milione e 582 mila, ovvero 4 milioni e 598 mila individui. Un numero che l’stat definiva il più alto dal 2005 ad oggi. Possibile che in soli 4 mesi la situazione sia cambiata così repentinamente?

Addirittura l’Istat evidenzia un incremento di soddisfazione della famiglie sulla salute. Un tasto dolente, i cui recenti studi mettono in risalto la forte preoccupazione degli italiani che hanno addirittura smesso di curarsi a causa della crisi. Il rapporto del Censis redatto nel giugno 2016 parla addirittura di  11 milioni di italiani che hanno dovuto rinviare o rinunciare alle prestazioni sanitariea causa di difficoltà economiche.  Insomma, questo sondaggio convince molto poco, anzi pochissimo e chissà perchè arriva a ridosso del prossimo referendum sulla Costituzione, che guarda caso, sta facendo tremare un governo, che ahimè, nessuno ha eletto.  Ancora una volta come nei tempi passati la propaganda si fa spazio e racconta quello che tutti vorrebbero ascoltare: la famiglia del mulino bianco è tornata. Adesso siamo tutti più felici.

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