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Ocse: crescita debole, Europa intrappolata

ROMA – “E’ necessario prendere delle iniziative di bilancio espansioniste” e preservare l’apertura degli scambi per aiutare l’economia mondiale ad uscire dalla crescita “debole” nella quale oggi si trova intrappolata. Ad affermarlo è l’Ocse nell’Outlook pubblicato oggi.

“Dopo cinque anni di risultati di una debolezza deludente, per l’economia mondiale si aprono prospettive di crescita leggermente più forti “, sottolinea il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria. “Nel contesto attuale di debolezza dei tassi di interesse, i responsabili dell’azione pubblica hanno un’occasione unica per azionare in modo più forte le leve di bilancio per stimolare la crescita e ridurre le diseguaglianze, senza compromettere i livelli di indebitamento. Ci appelliamo a loro affinché lo facciano”. Per l’Ocse iniziative di spesa pubblica mirate “potrebbero servire da catalizzatore all’attività economica nel settore privato e aiutare l’economia mondiale ad uscire dalla trappola della crescita debole”. Per l’organizzazione internazionale con sede a Parigi “un aumento mirato delle spese pubbliche, che potrebbero rappresentare l’equivalente di mezzo punto di pil, potrebbe essere finanziato durante più anni nella maggior parte dei paesi dell’Ocse senza accrescere il rapporto debito/pil a medio termine. L’impatto sarebbe ancora amplificato se questa iniziativa fosse accoppiata a riforme strutturali e se l’azione fosse condotta collettivamente nei paesi”. 

L’Ocse, sottolinea ancora Gurria, “suggerisce di fare un uso più giudizioso della politica di bilancio con spese mirate nei settori suscettibili di stimolare la crescita come gli investimenti nelle infrastrutture di grande qualità, nell’innovazione e l’istruzione”. Per l’organizzazione internazionale “un rafforzamento del protezionismo rischierebbe inoltre di mettere a male la crescita già modesta degli scambi a livello mondiale”. Il protezionismo e le inevitabili ritorsioni commerciali, sostiene il Chief economist dell’Ocse, Catherine Mann, “cancellerebbe una gran parte degli effetti benefici che le inizative di bilancio proposte potrebbero avere sulla crescita a livello nazionale e internazionale. E’ anche probabile che questo provocherebbe un aumento dei prezzi che porterebbero un pregiudizio ai livelli di qualità della vita e ad un deterioramento della situazione di bilancio dei paesi”. Il protezionismo, aggiunge Mann, “forse permette di preservare i posti di lavoro di qualcuno ma scurisce le prospettive e nuoce al benessere di molti”. Proprio per questo l’Ocse si appella ai Governi affinché evitino le politiche protezionistiche e puntino all’entrata in vigore di misure strutturali per creare opportunità di occupazione e accrescere il dinamismo delle aziende. 

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