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NEW YORK – Nel corso di un comizio in Ohio il presidente eletto Donald Trump ha nominato James Mattis alla guida del Pentagono, una delle posizioni più importanti dell’esecutivo e da giorni attesa.

Da quando è stato eletto, l’8 novembre scorso, il miliardario repubblicano ha iniziato una serie di consultazioni per creare la sua squadra di governo: così, all’interno del suo quartier generale nella Trump Tower di New York, da giorni ci sono costanti visite di consiglieri, politici e uomini d’affari. Di seguito le nomine fatte da Trump finora. -Segretario alla Difesa, James Mattis È un ex generale dei Marines che fino al 2013 ha guidato le forze americane in Medio Oriente. Ha 66 anni ed è molto rispettato all’interno della comunità delle forze armate internazionali: Mattis ha posizioni molto vicine a quelle di Trump. Crede ad esempio che l’Iran sia il principale nemico della stabilità in Medio Oriente. 

Tuttavia ha pareri molto più moderati sulla Nato per la quale ha svolto un ruolo di coordinamento negli anni passati. -Segretario alla Giustizia, Jeff Sessions Senatore dell’Alabama, 69 anni, tra i primi sostenitori di Donald Trump, ha posizioni di estrema destra sull’immigrazione e un passato di accuse per razzismo. Nel 1986 la sua nomina a giudice federale fu respinta dal Congresso per la questione dei commenti razzisti. Proprio questo episodio potrebbe diventare un problema quando a gennaio cercherà la conferma della nomina a Capitol Hill. -Segretario al Tesoro, Steven Mnuchin Ex Goldman Sachs, 53 anni, produttore cinematografico (Avatar e Mad Max). Proprio la sua vicinanza alle banche d’affari e ai mercati potrebbe essere un problema per l’esecutivo Trump e per la gestione delle finanze pubbliche. Non ha alcuna esperienza di governo alle spalle. 

Segretario ai Trasporti, Elaine Chao Ha 63 anni ed è la moglie del leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell. Nata a Taiwan, ma naturalizzata americana, è stata segretaria al Lavoro sotto l’amministrazione di George W. Bush. -Commercio, Wilbur Ross Uomo d’affari, miliardario, ha 79 anni. Da sempre soprannominato “re del fallimento” per aver venduto (facendo profitti) società del carbone in crisi. Secondo Forbes ha una ricchezza personale di 2,9 miliardi di dollari. Ha in mente di inasprire le tariffe nei confronti della Cina. -Salute, Tom Price È un ex chirurgo ortopedico di 62 anni. Da sempre antiabortista si oppone anche alla riforma della sanità voluta da Barack Obama. 

Istruzione, Betsy DeVos Ricca filantropa di area conservatrice da tempo si occupa di educazione. È un importante donatore del partito repubblicano, da sempre difende il diritto di scegliere tra scuola pubblica, privata o istruzione privata nella propria casa. -Direttore della Cia, Mike Pompeo Politico californiano eletto alla Camera, da sempre si batte contro l’accordo sul nucleare con l’Iran e crede che il Paese sia la fonte principale dei problemi in Medio Oriente. Ha fatto parte della commissione di inchiesta del Congresso sull’attentato all’ambasciata americana di Bengasi del 2012. -Sicurezza nazionale, Michael Flynn È un generale in pensione di 57 anni. Da sempre critico nei confronti dell’Islam (non solo dell’estremismo), ha posizioni molto moderate e vicine alla Russia e alla Cina.

Ambasciatore alle Nazioni Unite, Nikki Haley È il governatore della North Carolina e ha 44 anni. È figlia di immigrati indiani e nel corso delle primarie aveva criticato Donald Trump, schierandosi con Marco Rubio. -Chief of Staff alla Casa Bianca, Reince Priebus È il presidente del partito repubblicano e ha 44 anni. Si tratta di una posizione molto importante che servirà a Trump per mantenere un collegamento diretto tra la Casa Bianca e il partito. -Capo consigliere, Steve Bannon Ha 63 anni ed è il fondatore del sito dell’alt-right Breitbart. Da agosto lavora per Trump come direttore generale della sua campagna elettorale. Spesso il movimento dell’alt-right è stato criticato per posizioni razziste e suprematiste bianche.

Le nomine importanti ancora da fare A Trump resta una delle scelte più importanti per dare un chiaro indirizzo alla sua politica estera: quella del segretario di Stato. Per ora si sono fatti diversi nomi: da una parte c’è l’ex candidato alla presidenza (sconfitto da Obama nel 2012) Mitt Romney, dall’altra si fanno i nomi dell’ex sindaco di New York, Rudy Giuliani, l’ex capo della Cia David Petraeus e anche il senatore Bob Corker. C’è anche la posizione di segretario alla Sicurezza interna: da giorni circolano i nomi del generale John Kelly, dell’ex consigliere per la sicurezza interna di George W. Bush, Fran Townsen, e del capo della commissione per la sicurezza interna alla Camera, Michael McCaul.  

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