Casinò con bonus di benvenuto

  1. Spinz Casino Recensione Bonus Aggiornata: Quando un nuovo giocatore completa la registrazione sulle piattaforme, riceve la possibilità di usufruire di N1 Casinò indennità.
  2. Dove Giocare A Poker Grosseto - Se sei un fan delle storie misteriose della cultura greca, devi giocare Atlantis Queen con soldi veri.
  3. Nuovi Casinò Senza Deposito: Inoltre, giochi da tavolo classici come Roulette europea, Roulette francese, Dragon Bahar, Andar Bahar o Baccarat possono anche essere provati a SlotsPalace.

Come si gioca alle slot online

Spinsup Casino Recensione Bonus Promozioni 2026
Si gioca come un buco nel fondo del mondo che si espande come gli oggetti cadono in esso.
Sale Slot Udine
Naturalmente, ci sono alcuni inconvenienti in questo modo di gioco d'azzardo, in quanto non presuppongono ricompense in denaro.
Le scommesse piazzate sui giochi da casinò di cui sopra elencati non contano pure.

Che cos'è la roulette russa

Slot Online Media Volatilità Che Pagano
La video slot Dazzle Me ha un RTP del 96,91%, che è superiore alla media.
Slot Tema Antica Roma Migliori
Dopo aver visto come funziona Microgamings American Roulette Gold gioco, si potrebbe desiderare di fare un tentativo ora.
Sportuna Casino Codice Bonus Giri Gratis

Pesca Thailandese. Greenpeace svela le violazioni sui lavoratori. LE FOTO

BANGKOK (THAILANDIA) – Alcuni pescherecci tailandesi negli ultimi anni hanno spostato le proprie attività di pesca verso aree di mare sempre più remote, per non dover sottostare alle stringenti regole adottate da diversi paesi asiatici in seguito a i numerosi scandali di violazione dei diritti umani emersi di recente nell’industria ittica tailandese.

È quanto denuncia “Turn the Tide”, report di Greenpeace South Est Asia, che diffonde i risultati di un’indagine durata circa un anno grazie alla quale sono venuti fuori, a bordo di pescherecci tailandesi attivi in Oceano Indiano, casi di pesca illegale, traffico di lavoratori (trafficking) e altri abusi dei loro diritti, tra cui pessime condizioni di lavoro causa di incidenti mortali.

«Quanto da noi raccolto evidenzia le folli pratiche delle flotte tailandesi che operano in aree remote d’alto mare, al di fuori di ogni controllo», spiega Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia. «Tali illegalità sono possibili grazie alla dannosa pratica dei trasbordi in alto mare, che permettono ai pescherecci di rimanere per periodi lunghissimi lontano dalla terra ferma, trattenendo per molto tempo gli equipaggi a bordo, spesso in condizioni terribili».

L’indagine di Greenpeace rivela come ben 76 pescherecci d’oltremare tailandesi, per evitare l’inasprimento dei controlli adottati nell’agosto del 2015 in Indonesia e Papua Nuova Guinea, abbiano spostato le proprie attività di pesca nella zona dell’Oceano Indiano nota come Saya de Malha Bank. Un ecosistema marino estremamente fragile, lontano oltre 7 mila kilometri da Samut Sakhon, centro dell’industria ittica tailandese.

Approfittando della possibilità di non dover tornare in porto, trasferendo pesce a grandi navi frigorifero, lontani da ogni controllo, le flotte d’oltremare tailandesi hanno continuato in tale area a portare avanti pratiche illegali molto simili a quelle che in precedenza avevano attirato l’attenzione delle autorità. Pratiche come la pesca distruttiva in fragili ecosistemi marini o illegale. O ancora l’impiego a bordo delle navi di lavoratori vittime di traffici, abusi fisici, spesso sottopagati e, in alcuni casi, talmente malnutriti da ammalarsi di patologie letali che si credevano scomparse da decenni, come il beriberi, causata da mancanza di vitamina B1.

Dopo aver monitorato le attività di varie navi frigorifero che trasferivano in Tailandia il pesce catturato sul Saya de Malha Bank, Greenpeace ha quindi scoperto come quanto pescato finisse nelle filiere delle più grandi compagnie tailandesi che producono prodotti ittici per i mercati internazionali. In particolare, potrebbe esserci un elevato rischio che il pesce pescato da tali flotte sia stato utilizzato per produrre surimi, utilizzato per il cibo per animali venduto poi nei supermercati di tutto il mondo, tra cui anche l’Italia.

«Finché sarà consentita la pratica dei trasbordi d’alto mare, per l’industria ittica sarà praticamente impossibile garantire prodotti provenienti da una pesca sostenibile ed eticamente accettabile», continua Giorgia Monti. «È arrivato il momento che le grandi compagnie decidano di bandire dalle proprie produzioni il pesce trasbordato in mare. Occorre inoltre che si ponga particolare attenzione sulle catene produttive ancora oggetto di irregolarità, come quella tailandese. Solo con scrupolosi controlli e audit terzi, le scelte dei consumatori potranno essere davvero tutelate», conclude Monti.


Condividi sui social

Articoli correlati