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Garlasco: legali Poggi, Stasi unico responsabile omicidio Chiara

MILANO – I legali della famiglia Poggi, gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Campagna, in una nota definiscono “infondata” l’ipotesi che a uccidere a Garlasco, Chiara Poggi non sia stato l’allora fidanzato Alberto Stasi.

“In data odierna – scrivono i legali – gli Avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna hanno depositato alla Procura di Pavia gli atti relativi al processo a carico di Alberto Stasi, sottolineando la totale infondatezza di qualsivoglia ipotesi volta a prospettare delle responsabilita’ di terzi nell’omicidio di Chiara Poggi, il cui unico  autore e’ gia’ stato condannato da una sentenza irrevocabile emessa in nome del popolo italiano”. I difensori della famiglia Poggi si dichiarano “dispiaciuti” per il “coinvolgimento di una persona risultata del tutto estranea all’accaduto” e “sconcertati” dinanzi alle notizie di stampa “secondo le quali si dovrebbe dar credito a valutazioni scientifiche effettuate da un consulente di parte (ben lontane dall’essere una perizia) all’insaputa dell’interessato e senza alcuna garanzia per il medesimo, mentre non avrebbero invece valore le accurate analisi genetiche effettuate nel processo a carico di Stasi dal Professor De Stefano con la partecipazione dei consulenti di tutte le parti ed il rispetto di tutti i protocolli e le garanzie di Legge”. 

“Proprio sulla base dell’accurato accertamento che era stato effettuato in contraddittorio, la Corte di Cassazione – prosegue la nota – ha dato atto che all’esito dell’esame volto alla ricerca di DNA maschile adeso ai margini ungueali di Chiara Poggi non era possibile fare alcuna considerazione in tema di identita’ o di esclusione, come piu’ volte riconosciuto dagli stessi difensori dell’imputato. Giova inoltre ricordare che la condanna irrevocabile di Stasi – e’ scritto ancora – non e’ certo dipesa da valutazioni inerenti il citato DNA, bensi’ da sette diversi elementi di prova che risultano integrarsi perfettamente come tessere di un mosaico che hanno contribuito a creare un quadro d’insieme convergente verso la colpevolezza di Alberto Stasi, oltre ogni ragionevole dubbio. Infine, i sottoscritti difensori intendono precisare che l’attuale Procuratore Generale di Milano non risulta aver giudicato ‘fondata’ la richiesta di revisione avanzata dalla madre del condannato, richiesta in relazione alla quale dovra’ semmai pronunciarsi la competente Autorita’ Giudiziaria di Brescia”. 

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