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Istanbul, strage a Capodanno. E’ caccia al killer

ISTANBUL – Continua a Istanbul la caccia all’uomo per catturare l’attentatore che ha sparato in una nota discoteca della città durante i festeiggiamenti per il Capodanno, uccidendo 39 persone e ferendone 69.

Delle vittime, secondo l’ultimo conteggio dei media, 28 sono straniere, quasi tutte provenienti da Paesi arabi. Il premier turco Binali Yildirim, mentre ancora la responsabilità non è stata attribuita né rivendicata e mentre la polizia si concentrerebbe su piste legate allo Stato islamico, ha affermato che l’assalitore ha abbandonato l’arma e lasciato indizi, dopo aver sparato nella esclusiva discoteca Reina situata sulla riva europea del fiume Bosforo, in cui ha fatto irruzione intorno alle 23.30 italiane. Nel locale si trovava anche un gruppo di italiani, provenienti da Modena, Brescia e Palermo, che hanno raccontato alla Gazzetta di Modena di essere scampati gettandosi per terra..Il premier Yildirim ha descritto così l’attacco: “Ha sparato al poliziotto all’ingresso, è entrato, ha sparato e ucciso persone innocenti. Quindi ha lasciato l’arma e abbandonato il luogo, approfittando del caos”. Non ha specificato il tipo d’arma utilizzata, secondo alcuni testimoni un fucile tipo kalashnikov, secondo altri un’arma automatica. Inoltre, ha smentito l’informazione, basata sul racconto di persone presenti nel locale, che “il terrorista fosse travestito da Babbo Natale: non è vero”. La polizia, ha poi sottolineato, lo sta cercando sulla base di alcuni indizi sulla sua identità, che non ha però descritto. Secondo il quotidiano Hurriyet, l’attentatore è fuggito approfittando del caos, scatenatosi quando gli spari hanno colpito alcuni tra gli oltre 500 presenti ai festeggiamenti.Delle 39 persone uccise, secondo l’ultimo aggiornamento fornito dai media, gli stranieri sarebbero 28, mentre precedenti informazioni avevano parlato di 16 e poi 24. Non tutte le vittime sono state sinora identificate dalle autorità turche.

Tra gli stranieri ci sarebbero sette sauditi, tre giordani, tre libanesi, una donna franco-tunisina, almeno un altro tunisino, una 18enne israeliana, un belga-turco, due indiani, quattro iracheni, un canadese e un kuweitiano. Inoltre, tra essi ci sarebbero anche cittadini libici e marocchini. Un bilancio ufficiale globale, però, non è stato ancora diffuso, mentre le autorità hanno imposto il silenzio ai media, misura abituale nel Paese dopo i grandi attentati. La discoteca Reina è un luogo molto popolare per l’alta società e gli stranieri, frequentato da celebrità, calciatori e imprenditori. Secondo testimoni, molti presenti alla festa nel locale si sono lanciati nel fiume, quando l’attentatore ha sparato, poi salvati dalla Guardia costiera. Il proprietario del club, Mehmet Kocarslan, ha dichiarato a Hurriyet che i servizi statunitensi avevano avvisato di possibili attacchi una settimana prima, e che erano state prese misure di sicurezza addizionali.

Tuttavia, l’ambasciata Usa ad Ankara oggi ha smentito, citata da Bbc: “Il governo americano non aveva informazioni su minacce a specifici luoghi d’intrattenimento, incluso il Reina”. Per il Capodanno a Istanbul, la polizia aveva dispiegato circa 25mila agenti a prevenzione di eventuali attentati, dopo che l’Isis negli ultimi due anni ha commesso 14 attacchi, uccidendo 250 persone. Sebbene l’attacco alla discoteca Reina non sia stato rivendicato, per i media turchi la polizia sta concentrando le indagini sullo Stato islamico. Per il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, questo tipo di attacchi mira a destibilizzare il Paese: “Questi attacchi, commessi da diverse organizzazioni terroriste contro i nostri cittadini, non sono indipendenti da altri incidenti che accadono nella regione”, ha detto. “La Turchia – ha aggiunto in riferimento alle azioni contro l’Isis in Siria – è determinata a fare il necessario nella regione per mantenere la sicurezza e la pace dei turchi”.

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