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Strage a Istanbul, l’Isis rivendica. E’ caccia al killer

ISTANBUL – Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attentato alla discoteca di Istanbul Reina in cui sono morte 39 persone e ha reso noto che l’attentatore, attualmente in fuga, è “uno dei soldati del Califfato”.

Le vittime sono principalmente stranieri provenienti da Paesi arabi, in tutto 27. Secondo la stampa turca l’uomo, che avrebbe agito da solo, potrebbe essere originario dell’Uzbekistan o del Kirghizistan. L’attacco di Capodanno segna un inizio del 2017 sanguinoso per la Turchia che nel 2016 ha subito numerosi attentati e un tentativo di colpo di stato fallito. Questa è la prima volta che l’Isis rivendica un attentato a Istanbul, ma la megalopoli del Bosforo è stata obiettivo dei jihadisti più di una volta. Nel comunicato diffuso oggi sui social media dall’agenzia di propaganda jihadista Amaq, anche in lingua turca, l’Isis dichiara che l’attentatore ha usato granate e una pistola nell’assalto e accusa la Turchia di servire i cristiani. L’attentato è la risposta all’intervento militare turco in Siria contro lo Stato Islamico, aggiunge la nota. E mentre le autorità hanno lanciato la caccia all’uomo in tutto il Paese, restano poche le certezze su quanto accaduto all’1:15 della notte dell’1 gennaio. Si sa che un uomo armato con un fucile d’assalto è arrivato davanti al Reina, una discoteca molto nota e famosa soprattutto tra stranieri e vip sulla sponda europea di Istanbul, è ha iniziato a sparare, uccidendo fuori dal locale un poliziotto e un civile. Secondo i media turchi l’assalitore ha sparato in sette minuti tra i 120 e i 180 colpi dentro al club dove si trovavano circa 600-700 persone.

Dopo l’assalto, l’uomo è fuggito e probabilmente si è cambiato d’abito. Inizialmente i media turchi avevano riferito che si indossasse un costume di Babbo Natale, notizia successivamente smentita anche dal premier Binali Yildirim. L’identità dell’assalitore risulta, comunque, ancora sconosciuta e il ministro degli Interni Suleyman Soylu ha dichiarato che sono stati messi in campo sforzi imponenti per trovare l’attentatore. “Il pericolo continua”, ha scritto in un editoriale per Hurriyet, Abdulkadir Selvi, sottolineando che gli Usa avevano lanciato un allarme per possibili attentati a Ankara e Istanbul per fine dicembre. L’attentato di Istanbul è stato un colpo ancora più duro perché è avvenuto una città quasi blindata per i festeggiamenti di fine anno. Secondo il quotidiano Hurriyet gli inquirenti ritengono che l’assalitore possa essere collegato alla cellula terroristica responsabile del triplice attentato all’aeroporto Ataturk di giugno in cui morirono 47 persone.  

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