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Iran e Russia firmano accordo per promuovere il nucleare

MOSCA – Iran e Russia hanno firmato due accordi per promuovere la cooperazione nel settore nucleare a scopi pacifici.

Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana “Irna”. Gli accordi sono stati firmati durante la visita del vice direttore dell’Organizzazione per l’energia atomica iraniana, Behrouz Kamalvandi, e riguardano la prima fase della cooperazione sulla produzione di isotopi stabili nel contesto del Piano globale d’azione congiunto (Jcpoa) per quanto riguarda il sito di Fordow, a sud di Teheran, e la preparazione della tabella di marcia per l’attuazione del memorandum d’intesa concluso con Rosatom nel 2014 per la collaborazione nel settore nucleare. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa “Irna”, l’obiettivo della visita di tre giorni a Mosca del funzionario iraniano ha avuto lo scopo di rafforzare la cooperazione reciproca nel campo nucleare, la costruzione di due centrali nucleari nel sito di Bushehr e la collaborazione per la produzione di isotopi stabili nel sito di Fordow.

La visita di Kamalvandi a Mosca giunge ad un anno dall’attuazione del Jcpoa iniziata il 16 gennaio 2016 dopo la firma dell’accordo sul nucleare iraniano tra Teheran e i paesi del gruppo 5+1 (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, Stati Uniti piu’ la Germania) avvenuta il 14 luglio 2015 a Vienna. Lo scorso 11 gennaio si e’ tenuta a Vienna la quarta riunione tecnica tra Iran e delegati delle grandi potenze per discutere l’attuazione del Jcpoa. La riunione e’ stata l’ultima prima dell’insediamento del neo eletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump, prevista per il prossimo 20 gennaio. L’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea), organo dell’Onu incaricato di supervisionare l’applicazione da parte di Teheran dell’accordo, ha riconosciuto che finora l’Iran ha assolto i suoi obblighi. La comunita’ internazionale ha da parte sua revocato la maggior parte delle sanzioni che colpiscono la Repubblica islamica, permettendo in particolare un ritorno del Paese sul mercato del gas e del petrolio mondiale. Ma a inizio dicembre 2016, il Congresso statunitense ha rinnovato per dieci anni l’Isa (Iran Sanctions Act). Il presidente uscente Barack Obama, molto coinvolto nella conclusione dell’accordo, ha autorizzato questa proroga ma si e’ astenuto dal firmare la legge. L’Iran reputa che questa proroga costituisca una violazione dell’accordo sul nucleare e ha accusato gli Stati Uniti di impedire una reale normalizzazione delle sue relazioni economiche – in particolare bancarie – con il resto del mondo. 

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