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Enrico Rossi: “La sinistra superi ciò che il passato ha diviso”

Il governatore della Regione Toscana sabato a Roma con  i comitati del No: “Nel Pd ci vuole dialogo e confronto rispettoso”

ROMA – Il 28 gennaio, a Roma, al centro congressi Frentani,  i «comitati per il No» , ovvero quelli che si opposero alla riforma Costituzionale,  si uniscono per dar vita ai “comitati per il Nuovo Ulivo” guidati da D’Alema. Un appuntamento atteso per le tante anime della sinistra, sganciatesi dalla linea politica di Renzi, che ora hanno l’opportunità di unire le forze e avviare una nuova fase per il Paese.

All’iniziativa sarà presente anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. “Diversamente dai comitati per i No io sono stato uno di quelli che ha votato per il si”, ha tenuto a precisare il governatore interpellato da DazebaoNews. 

“Certo ho fatto delle scelte con argomentazioni diverse da quelle renziane,  convinto che un processo di riforme era stato avviato dall’inizio della legislatura e per questo motivo sarebbe stato opportuno condurlo a compimento, anche se ovviamente presentava dei limiti, soprattutto sul titolo V, che tra l’atro riguarda direttamente le regioni”.

“Insomma, – continua Rossi – Renzi ha sbagliato totalmente la linea su questo referendum, lo ha trasformato in un pleibiscito che ha generato una  situazione di grande difficoltà all’interno del Partito Democratico”.

“Sono stato invitato e partecipo volentieri domani al dibattito al Centro Frentani. Penso che l’obiettivo sia quello di superare ciò che il passato può avere diviso. Ci sono persone di sinistra che hanno votato sì e altre che hanno votato no. Ma l’obiettivo rimane quello di parlare onestamente ai cittadini, alla sinistra e al centro sinistra. Questo mi sembra l’unica via da percorrere per il bene del Pd e del Paese. Renzi continua a mostrare una sorta di coazione a ripetere, specie quanto invoca o addirittura minaccia di andare alle elezioni. Di sicuro – prosegue Rossi –  sfuggono i temi importanti a cui il Paese deve far fronte; a cominciare dall’emergenza terremoto. Pensiamo al mezzo milione di persone rimaste per un’intera settimana senza corrente elettrica, ai conti pubblici che non sono affatto in ordine, alla necessità di trovare un’intesa con i sindacati sui voucher, alla necessità di dare una risposta al problema della disoccupazione giovanile. Oppure ai 4,5 milioni di persone che versano in condizioni drammatiche di povertà assoluta, come ha recentemente riportato la Caritas”.

“Tutte queste sconfitte – continua Rossi – a cui non sono state date risposte, dovrebbe portarci ad indire un congresso serio, esente da personalismi, per ricostruire una proposta politica che possa generare una nuova visione per il Paese. Renzi perde proprio su questo, il suo velocismo ha prodotto una reazione pesante, forte e alla fine, come abbiamo visto, non ha trovato la condivisione. Di sicuro dobbiamo darci del tempo per risolvere queste questioni di estrema importanza. Per questo il dibattito interno al partito ha bisogno soprattutto di chiarezza. La mia opinione è che il Pd assuma una linea per ricongiungere la sinistra e la realizzi con il dialogo, la discussione e un confronto rispettoso. Elementi che non corrispondono propriamente alla natura personale del segretario Renzi. E questo è un aspetto inquietante” – conclude Rossi.

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