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Genova. Centrale Enel, presidio in piazza San Lorenzo contro il carbone

GENOVA – Lunedì 30 gennaio dalle 17, presidio per la salute e la vita dei cittadini e dell’ambiente in piazza San Lorenzo.

I Cittadini Contro il Carbone, comitato spontaneo che riunisce le principali associazioni ambientaliste e gli attivisti nonviolenti per i diritto alla salute di Genova, incontreranno i cittadini e li informeranno sui gravi pericoli per la salute che sono connessi alla riapertura della vecchia e obsoleta centrale a carbone nel porto. “Genova ha già un tasso d’inquinamento fra i più alti nell’Unione europea – spiegano i Cittadini Contro il Carbone – tanto che l’Unione europea ha avviato una procedura d’infrazione esigendo dal governo italiano misure a tutela della salute dei genovesi e dell’ambiente in cui vivono. La riapertura, anche tempooranea, dell’impianto porterebbe in città e ben oltre i suoi confini esalazioni micidiali di particolato primario e secondario: polveri sottili cancerogene per l’organismo. Il rialzo del tasso di inquinamento aumenterebbe i casi di tumori, leucemia, asma, patologie respiratorie e vascolari. Senza tenere conto dei danni all’ambiente, al patrimonio artistico e alle eccellenze agricole locali, a partire dal basilico. Depositandosi a terra, le polveri tossiche permarrebbero per tanti anni e ce le ritroveremmo nell’acqua e negli ortaggi”. Intanto il dott. Leone Donato, Responsabile Affari territoriali / Affari Istituzionali di Enel Italia ha scritto a EveryOne Group, rispondendo a un appello lanciato dall’organizzazione internazionale per i diritti umani: “Nell’ambito di Futur-E nel settembre del 2016  Enel ha inoltrato al Ministero dello Sviluppo Economico la richiesta di autorizzazione per l’uscita definitiva della centrale di Genova dall’esercizio. In considerazione della situazione di potenziale fabbisogno elettrico, valutata nell’attuale scenario energetico europeo, il Ministero, nel gennaio 2017, ha richiesto che la centrale resti ancora disponibile all’esercizio per i prossimi mesi. La disponibilità dell’impianto per il sistema elettrico nazionale non comporterà automaticamente il suo funzionamento”. Roberto Malini, co-presidente di EveryOne, ha risposto così alle parole del portavoce aziendale: “Enel cerca di rassicurare la cittadinanza e ha un programma che prevede entro dicembre 2017 la dismissione della centrale. Presto incontreremo un responsabile dell’azienda, ma anticipiamo che la risposta di Enel non è tranquillizzante. La centrale non deve tornare in funzione, neanche per un giorno. I danni che essa può causare all’organismo umano sono enormi e, aggiungendosi all’inquinamento già presente in città, sarebbe un vero abuso  consentirne la riapertura”. 

“Ho risposto al dott. Leone -prosegue Malini – che il livello attuale del biossido di azoto a Genova è intollerabile e vi è una procedura di infrazione Ue proprio per questo. Gli ho scritto che Enel dovrebbe seguire l’etica che promuove nelle sue dichiarazioni e dire subito no al Ministro dello sviluppo economico, motivandolo con il fatto che l’azienda ha scelto di seguire la via della rigenerazione, in linea con gli obiettivi delle Nazioni Unite e dell’Ue. Deve dire no per il bene dei bambini, dei malati e di tutti i cittadini. Ci sono altre vie, rispettose della salute e della vita. Spero che Enel ci ascolti e non si pieghi a una politica che è miope e attualmente non mette al primo posto, nelle sue priorità, la salute e il benessere delle persone, la qualità dell’ambiente, il rispetto della vita”.

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