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Migliaia in piazza per chiedere la verità su Giulio Regeni

Migliaia di persone, tra la manifestazione nazionale di Roma e le fiaccolate organizzate in 24 città da Amnesty International Italia, hanno voluto ricordare Giulio Regeni il 25 gennaio, primo anniversario della sparizione al Cairo del giovane ricercatore italiano.

Sono trascorsi, come recitava l’hashtag dell’iniziativa, “365 giorni senza Giulio” ma anche – come ha ricordato lo scrittore Erri De Luca intervenendo alla manifestazione nazionale all’Università La Sapienza di Roma – 365 giorni con Giulio.

In questi 12 mesi, l’Italia ha infatti adottato il ricordo del ragazzo onorandone passione civile e rigore morale e stringendosi intorno a Paola e a Claudio, i suoi genitori, intervenuti in collegamento telefonico nel corso della manifestazione nazionale per ringraziare chi per un anno è stato vicino e per invitare a continuare a chiedere la verità.

Numerosissime sono state le adesioni di organizzazioni della società civile, comuni, scuole, movimenti politici e sindacali.

Durante la manifestazione nazionale, i partecipanti – tra cui tanti studenti delle scuole superiori di Roma e del Lazio e diverse persone provenienti da varie parti d’Italia – hanno realizzato un “calendario umano”, alzando cartelli coi numeri da 1 a 365, per ricordare i giorni trascorsi dalla scomparsa di Giulio e dall’assenza di verità.

Alla fiaccolata di Roma delle 19.41 (l’ora esatta in cui, il 25 gennaio 2016, Giulio Regeni scomparve al Cairo) non ha voluto far mancare la sua solidarietà la presidente della Camera Laura Boldrini, presente insieme a molti deputati e senatori

Prima della fiaccolata, una delegazione di Amnesty International Italia guidata dal presidente Antonio Marchesi e dal direttore generale Gianni Rufini ha incontrato il segretario generale della presidenza del Consiglio, Paolo Aquilanti, per consegnare 60.000 firme a sostegno della richiesta di verità per Giulio Regeni. Alla delegazione è stato assicurato l’impegno del governo italiano a portare avanti gli sforzi per ottenere la verità.

Una verità, ha ripetuto ieri Amnesty International Italia in tutte le piazze, che non sia parziale e di comodo e che accerti non solo ciò che finalmente è diventato innegabile, ossia il coinvolgimento di singoli funzionari dei servizi di sicurezza egiziani, ma anche la catena di comando di ordini e coperture che hanno provocato la terribile morte di Giulio, con i successivi depistaggi.

Una verità che Amnesty International Italia continuerà a cercare colorando di giallo, il “giallo Giulio”, le piazze italiane fino a quando sarà necessario.

Insieme a Erri De Luca, Amnesty International Italia ringrazia Arianna Mattioli, Maria Scorza, Lorenzo Lavia e Andrea Paolotti che, nel corso delle iniziative di Roma, hanno letto una serie di scritti di Giulio.

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