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ROMA  – Nessuna intenzione di dare le dimissioni, l’obiettivo e’ andare avanti, con la fiducia del Movimento.

Il sindaco di Roma Virginia Raggi, all’indomani dell’interrogatorio-fiume davanti ai pm, risponde cosi’ ai cronisti: la sfiducia? “Non mi sembra un’ipotesi reale”. Dimissioni? “No, direi di no, assolutamente”. Quanto alla polizza sulla vita, stipulata dall’ex capo della segreteria politica del Campidoglio, Salvatore Romeo, di cui sarebbe stata beneficiaria, Raggi replica: “Non ero assolutamente a conoscenza di questa polizza, abbiamo cercato di capire, mi hanno detto che puo’ essere uno strumento per fare investimenti”. 

Sono due le polizze vita nelle quali Romeo ha indicato Virginia Raggi (allora consigliera comunale Cinque Stelle e non ancora eletta sindaca) come beneficiaria. Una da 30mila euro, senza scadenza, era stata stipulata nel gennaio 2016, l’altra, fatta qualche mese dopo e con scadenza 2019, riguardava un importo di 3mila euro. Quando, durante l’interrogatorio, e’ stata informata dell’esistenza di queste due polizze dai magistrati, Raggi e’ parsa sinceramente sorpresa. E quando ha preso visione della causale – ‘relazione personale’ – si e’ perfino messa a ridere. Sulle polizze, secondo gli inquirenti, non emergono elementi di rilevanza penale: Romeo non sara’ quindi convocato dai pm, i quali hanno ricostruito i suoi movimenti finanziari a partire dal 2000. I pm, invece, ascolteranno Raffaele Marra – l’ex braccio destro della sindaca Virginia Raggi in carcere dal 16 dicembre scorso per corruzione in concorso con l’imprenditore Sergio Scarpellini – nell’ambito dell’inchiesta sulle irregolarita’ che hanno caratterizzato la nomina del fratello Renato da vicecapo dei vigili urbani a responsabile della Direzione Turismo. 

Virginia Raggi e’ apparsa agli inquirenti seriamente risentita quando in una delle chat su Telegram acquisite dalla Procura (“Questa cosa dello stipendio mi mette in difficolta’, me lo dovevi dire”) si lamentava con Raffaele Marra della questione relativa alla nomina di Renato. Una presa di distanza che la sindaca ha ribadito anche ieri nel corso dell’interrogatorio, che ha riguardato soltanto la questione della nomina, nell’inchiesta che la vede indagata per falso e abuso d’ufficio. Virginia Raggi, dunque, e’ ancora ‘blindata’ dai vertici 5 Stelle: non rischierebbe di essere ‘sfiduciata’ dal Movimento, a meno che la situazione si complichi con fatti che abbiano connotazione di reato. Beppe Grillo avrebbe anche stemperato il clima, gia’ da ieri sera, con battute sulle polizze ad insaputa del contraente. Insomma si e’ deciso di continuare a dare fiducia alla sindaca: il ragionamento e’ far di tutto per non perdere il Campidoglio nell’ottica anche della corsa per le elezioni politiche. 

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