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Alitalia in crisi. Stop trattative

I sindacati invocano incontro con governo

ROMA – “Siamo assolutamente consapevoli delle difficolta’ finanziarie e di mercato di Alitalia, ma l’inerzia con cui ci si muove fa seguito solo ai precedenti piani fallimentari realizzati e alla sottovalutazione che in questi anni si e’ verificata. Non e’ possibile attendere mesi prima di decidere di affrontare la crisi in atto, ritardare la presentazione del Piano e avere come unico oggetto di discussione i tagli proposti a salari e contratto. Se questa inerzia si dovesse protrarre e’ evidente che i rischi di soluzioni ancora piu’ drammatiche si rivelerebbero la sola strategia cui qualcuno sta lavorando”. Cosi’, in una lettera inviata a Mit, Mise e ministero del Lavoro nonche’ ad Alitalia, le segreterie nazionali Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Ugl Trasporto Aereo. “A questo si aggiunge l’effetto che si generera’ sull’insieme del trasporto aereo nazionale con ricadute occupazionali ingenti sul sistema aeroportuale e in primis sulle attivita’ di handling e catering. Stante questa situazione – aggiungono -, abbiamo deciso di interrompere il confronto con Alitalia sulle proposte che ci ha avanzato in merito al rinnovo del Contratto nazionale. Riteniamo quindi indispensabile e urgente una convocazione da parte del governo, pur assolutamente consapevoli del ruolo che puo’ assolvere, per illustrare la nostra posizione di allarme e per valutare ogni iniziativa”, concludono.

“Con iniziativa unilaterale – affermano Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo – Assaereo, associazione datoriale a cui aderisce Alitalia, ha dato disdetta il 15 dicembre 2016 al contratto nazionale, che pur aveva naturale scadenza il 31 dicembre 2016 e aveva già visto la presentazione della piattaforma. Nel frattempo Alitalia ha chiesto di incontrare le organizzazioni sindacali sul tema dei contenuti del contratto”. Negli incontri di questi giorni, “che non possono configurarsi come una trattativa, Alitalia ha indicato nella fine di febbraio la data ultima di applicazione dell’attuale contratto nazionale, prefigurando una sua ipotesi di applicazione unilaterale che riteniamo palesemente al di fuori di quanto la legge e gli accordi interconfederali prevedono”. “I contenuti di modifica – spiegano i sindacati – sono stati giudicati inaccettabili nel metodo, perchè totalmente slegati dal piano industriale, e nel merito, in quanto assolutamente ingiustificati, spostando oltretutto su salari e diritti la leva con cui affrontare la crisi”. “Siamo assolutamente consapevoli – aggiungono Filt, Fit, Uiltrasporti e Ugl Ta – delle difficoltà finanziarie e di mercato di Alitalia, ma l’inerzia con cui ci si muove fa seguito solo ai precedenti piani fallimentari realizzati e alla sottovalutazione che in questi anni si è verificata. Non è possibile attendere mesi prima di decidere di affrontare la crisi in atto, ritardare la presentazione del piano ed avere come unico oggetto di discussione i tagli proposti a salari e contratto”. “Se questa inerzia si dovesse protrarre – concludono i sindacati – è evidente che i rischi di soluzioni ancora più drammatiche si rivelerebbero la sola strategia cui qualcuno sta lavorando. A questo si aggiunge l’effetto che si genererà sull’insieme del trasporto aereo nazionale con ricadute occupazionali ingenti sul sistema aeroportuale e in primis sulle attività di handling e catering”.  

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